Meis Ebraismo Ebrei ShoahUna storia lontana nel tempo raccontata in modo contemporaneo, per far cogliere in modo efficace ai visitatori come la storia degli ebrei italiani faccia parte dell’identità dell’Italia. Il Museo dell’Ebraismo italiano e della Shoah (Meis) è presente al Salone del Restauro, dei Musei e delle imprese culturali di Ferrara con uno stand espositivo che illustra la mostra “Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni” che, al momento, rappresenta il centro del Museo stesso. Un “contenitore” parte anch’esso di una storia: quella di Ferrara. Inaugurato nel 1912 il complesso delle ex carceri cittadine svolse questa funzione fino al 1992 ‘ospitando’ durante gli anni della guerra anche molti esponenti della comunità ebraica locale. Abbandonato dopo i primi anni Novanta, l’edificio del Meis è passato da luogo di segregazione ed esclusione in uno spazio permeabile a persone e idee.

LA MOSTRA

Nel racconto del museo finiscono oltre duecento oggetti preziosi tra cui: 20 manoscritti, 7 incunaboli e cinquecentine, diciotto documenti medievali, quarantanove epigrafi di età romana e medievale e centoventuno tra anelli, sigilli, monete, lucerne e amuleti. Ma anche la riproduzione di reperti e interi ambienti utilizzando le ultime tecnologie innovative come quella del “tattoo wall”. La sede del Salone – spiegano ad AgCult dal Meis – è particolarmente adeguata perché il restauro e la rilettura si applica al Museo sia come ‘contenitore’ sia come contenuto che propone al pubblico: si parla di lavori pezzi in cui convivono antico e moderno con l’obiettivo di dare al pubblico strumenti conoscitivi altamente leggibili con il supporto determinante, appunto, delle nuove tecnologie in un percorso fortemente immersivo.

LA STORIA DEL MUSEO

Nel 2003 il Parlamento istituisce il Museo della shoah (modificando la legge nel 2006 aggiungendo ‘dell’Ebraismo italiano’). Il progetto architettonico è stato avviato nel 2011, sotto la direzione del Mibact. Il progetto prevede di riqualificare lo spazio complessivo di diecimila metri quadrati entro il 2020. Tuttavia l’idea è che ogni edificio consegnato e ristrutturato sia fatto vivere da subito. Dopo la consegna nel dicembre della Palazzina di Via Piangipane 81, a settembre 2017 è stata consegnata la sezione maschile, che è l’edificio più grande.

GLI SCOPI DEL MUSEO

Gli scopi del museo sono, da un lato, quello di illustrare l’originalità della storia ebraica italiana nel contesto del più vasto ambito europeo e mediterraneo e, dall’altro, quello di promuovere attività culturali volte a mettere a frutto, per il presente e il futuro, il patrimonio di saperi, attività, idee ed esperienze testimoniate dalla più che bimillenaria presenza ebraica in Italia.

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