michela montevecchi elezioni“È fondamentale ratificare la Convenzione di Faro di cui sposiamo appieno i principi e i valori. Auspichiamo che non si perda, come nella passata legislatura, un’altra occasione per approvarla”. Michela Montevecchi, tra i redattori del programma Cultura del Movimento 5 Stelle, membro della Commissione Cultura del Senato nella passata legislatura (e lo sarà anche nella prossima), eletta pochi giorni fa segretario d’aula a Palazzo Madama, mette subito in chiaro l’importanza che per il movimento rappresenta la ratifica della Convenzione di Faro. E, in un’intervista ad AgCult, apre a un confronto con altre forze politiche su questo tema: “Ora – annuncia Montevecchi – dobbiamo decidere se presentare un nostro disegno di legge, se cofirmare un disegno di legge di altri o se limitarci a votare favorevolmente un altro ddl. Quello che noi chiederemo, in ogni caso, è che siano destinate risorse ad hoc”. Mercoledì, aggiunge, “ci sarà una riunione informale tra i membri cinquestelle della futura commissione Cultura del Senato. Parlerò con loro anche di questa cosa e valuteremo il da farsi. Di sicuro è che siamo favorevoli al disegno di legge di ratifica della convenzione”.

LO STALLO DELLA PASSATA LEGISLATURA

La presa di posizione del Movimento 5 Stelle, di certo, dà solidità all’ipotesi di varare in tempi rapidi la ratifica della convenzione di Faro, “una convenzione che ormai da troppo tempo aspetta di essere ratificata. Noi nella passata legislatura – ricorda l’esponente pentastellata – esprimemmo voto di astensione al parere della 7a commissione semplicemente per dubbi relativi alla copertura finanziaria”. Nella passata legislatura, infatti, la proposta di legge parlamentare non prevedeva nessuna risorsa aggiuntiva, mentre il ddl governativo stanziava un milione di euro. Tuttavia quelle risorse venivano individuate nei capitoli di bilancio relativi ai siti patrimonio dell’Unesco. “Cerchiamoli questi soldi aggiuntivi – spiega Montevecchi – purché non vadano a pescare da altre iniziative della cultura e da altre buone pratiche culturali”. Non si può, insiste, “andare a pescare sempre nel tesoretto dei Beni culturali. Tolto questo aspetto sposiamo appieno i principi della convenzione di Faro e riteniamo che sia fondamentale ratificarla”.

IL PATRIMOMIO IMMATERIALE

Pochi giorni fa il Mibact ha approvato lo Statuto del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia che, per primo in Italia, ha inserito i principi della Convenzione nella mission del Museo. Il direttore, Valentino Nizzo, intervistato da AgCult ipotizzava che molte resistenze all’approvazione nella passata legislatura fossero legate al Codice dei beni culturali. In particolare alla definizione di patrimonio immateriale. “Effettivamente – nota la Montevecchi – il codice parla di beni culturali e non fa un riferimento esplicito al patrimonio immateriale. Si parla di ‘beni immateriali’ ma facendo unicamente riferimento alla Convenzione UNESCO. La ratifica della convenzione quindi potrebbe in effetti comportare un aggiustamento del codice. Ma questo si potrà vedere successivamente”. Anche se, non nasconde la senatrice M5S, non sarà un passaggio facile quello relativo alla definizione di patrimonio immateriale. “Che cosa rientrerà nella definizione di patrimonio immateriale? Per prassi ormai si parla in tante occasioni di patrimonio immateriale. Oggi non essendoci una definizione netta si possono far rientrare tante cose, dopo sarà più difficile. Purtroppo sulle definizioni si arriva spesso al punto critico dei dibattiti. Tuttavia non ci si può fermare di fronte a quello che si considera un punto complesso per rimandare ulteriormente la ratifica della convenzione. Va approvata presto”.

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