europa patrimonio culturaleIl network europeo Culture Action Europe (Cae), insieme a 67 organizzazioni provenienti dai settori culturali e creativi europei, ha inviato una lettera al presidente della commissione europea, Jean-Claude Juncker, per chiedere l’aumento del bilancio dell’Ue destinato alla cultura. Nella lettera si invita Bruxelles a dare un “impulso significativo e necessario al bilancio europeo dedicato alla cultura”, a poche settimane dalla riunione di maggio quando la Commissione presenterà una proposta formale relativa al prossimo bilancio a lungo termine dell’Ue. Nelle scorse settimane, il Cae ha infatti lanciato una campagna che mira a influenzare il prossimo quadro finanziario pluriennale che entrerà in vigore dopo il 2020 e definirà i bilanci annuali dell’Ue per un periodo di sette anni. La campagna “1 per cento” chiede di garantire appunto che l’1 per cento del bilancio di ciascun’area politica dell’Unione Europea venga destinato alla cultura. (firma il manifesto del Cae).

E leggendo i dati si capisce del perché sia necessario aumentare i fondi per la cultura. I settori culturali e creativi forniscono infatti oltre 12 milioni di posti di lavoro a tempo pieno (il 7,5 per cento della forza lavoro) e creano circa 509 miliardi di euro in valore aggiunto al Pil (5,3 per cento). A ciò si contrappone l’importo di 1,4 miliardi di euro stanziato per il programma di sostegno dell’Ue alla cultura, Europa creativa, per un periodo di sette anni, che rappresenta lo 0,14 per cento del bilancio complessivo dell’Unione europea, di cui solo un terzo (il 31 per cento) dedicato alla cultura. “I settori culturali e creativi sono importanti motori della crescita sostenibile e della creazione di posti di lavoro e generano importanti effetti di ricaduta per altri settori industriali, collocandoli tra i principali punti di forza europei”, si legge nella lettera.

Eppure, si sottolinea, “già nel 2011 si stimava che vi fosse un deficit finanziario di circa 2,8-4,8 miliardi di euro in termini di prestiti bancari alle Pmi culturali e creative. I settori culturali e creativi sono desiderosi di crescere e di sviluppare la loro riconosciuta eccellenza. Un aumento significativo del bilancio europeo destinato alla cultura darebbe un positivo impulso all’economia e contribuirebbe a rendere la cultura europea ancora più brillante. In un momento in cui l’Unione europea sta cercando di superare l’attuale divario in termini d’investimenti e si prepara a colmare il deficit creato dalla Brexit nel prossimo bilancio dell’Ue, dobbiamo sfruttare i nostri punti di forza”.

Il Cae ricorda quindi a Juncker che “nel suo Stato dell’Unione del 2016, lei ha proclamato che gli artisti sono i ‘gioielli della corona’ dell’Europa. Più di recente, intervenendo al Forum della cultura dell’Ue, il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha dichiarato che ‘la cultura, più della nostra economia, è il collante che tiene unita l’Europa e deve essere il punto di partenza dei nostri sforzi per rivitalizzare la nostra Unione’”.

La Commissione ha inoltre “il dovere di considerare i settori culturali e creativi come una priorità nell’ambito dei regimi e dei programmi di finanziamento dell’Ue. Dato il loro ruolo strategico nell’economia e il loro impatto cruciale sulla società europea, i settori culturali e creativi dovrebbero poter beneficiare anche di fonti di finanziamento dell’Ue al di fuori del programma Europa creativa, come il fondo strutturale e di investimento dell’Ue, i programmi Cosme e Horizon 2020”. Per questo “chiediamo all’Ue di raddoppiare il bilancio destinato al successore di Europa creativa, il programma dell’Ue dedicato ai settori culturali, e di garantire che tali settori abbiano accesso anche ad altre fonti di finanziamento europei”.

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