La politica italiana si muove per scongiurare il “declassamento” del Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni” per il triennio 2018-2020 da “teatro nazionale” a “teatro di rilevante interesse culturale”. Per primi sono stati i senatori di Forza Italia, Andrea Causin e Roberta Toffanin, a presentare un’interrogazione al Mibact per segnalare “un’ingiustizia culturale grave a discapito di un’intera istituzione culturale e incomprensibile per chi segue e per chi ama la cultura teatrale”. Poi, a poche ore di distanza, è stato il senatore Udc Antonio De Poli a depositare, sempre a Palazzo Madama, un’interrogazione sullo stesso tema. Per il questore del Senato si tratta di una decisione “immotivata e senza senso” che “danneggia un’istituzione culturale del Veneto”.

Il declassamento del Teatro Stabile del Veneto, aggiunge, “è frutto di manovre politiche che nulla hanno a che vedere con i giudizi su una risorsa importante del nostro patrimonio artistico”. De Poli si dichiara quindi disponibile, come parlamentare, “ad avviare le azioni necessarie per tutelare lo Stabile” e si augura che dal prossimo Governo “arrivi una correzione di rotta”.

 

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