Visita Mostra Capriccio e natura SismaL’arte ferita dal sisma che ha interessato le Marche protagonista del convegno “Patrimonio in Pericolo: sicurezza, prevenzione, rinascita”. Una riflessione pubblica sulle tematiche della prevenzione e della sicurezza del patrimonio culturale alla luce dell’esperienza del terremoto, con presentazione di strategie e di interventi messi in campo sia per il recupero dei beni che per la valorizzazione e le capacità attrattive del territorio. Presenti alla due giorni tra Macerata e Camerino l’europarlamentare Silvia Costa, l’assessore regionale alla Cultura, Moreno Pieroni, il sindaco di Macerata, Romano Carancini, l’assessore alla Cultura Stefania Monteverde, il segretario regionale del Mibact, Francesca Furst e il rettore dell’Università di Macerata Francesco Adornato. Il convegno è stato promosso dal ministero dei Beni e delle attività culturali, dalle Università degli Studi di Macerata e Camerino, in collaborazione con la Regione Marche, i Comuni di Macerata e Camerino, il CNR e Casa Italia.

SILVIA COSTA

“L’esperienza dolorosa del terremoto – ha detto Costa – è stata occasione di ripensamento del ruolo del patrimonio culturale, mettendone in luce la forza e il valore fondante per le comunità locali. L’anno europeo del patrimonio culturale fortemente voluto anche dal Governo italiano, contribuisce alla consapevolezza di come l’Europa ritrovi se stessa nel patrimonio culturale, per costruire ponti che da una condizione di dolore portino al riscatto”.

MORENO PIERONI

“Il Ministero – ha sottolineato Pieroni nel portare i saluti della giunta regionale – ha voluto scegliere tra le altre regioni le Marche e in particolare Macerata e Camerino e i nostri Atenei, per riflettere sul tema della sicurezza dei nostri beni. Una scelta che da una parte ci riempie di orgoglio perché possiamo testimoniare le nostre buone prassi territoriali e dall’altra, ancor più se possibile in questi ultimi giorni, ci induce a una consapevolezza sempre più forte: la fragilità del patrimonio culturale e la necessità dell’acquisizione di competenze sempre più avanzate di conservazione e recupero di una straordinaria eredità che abbiamo il dovere di trasferire alle nuove generazioni. Ma bisogna partire da un cambio di mentalità e anche qui l’elemento chiave è la consapevolezza del patrimonio, un senso profondo di appartenenza che diventa identità culturale caratterizzante. Il patrimonio ci appartiene nella misura in cui lo possiamo vivere, apprezzare e proteggere come un dono raro. Un cambio di mentalità che può avvenire solo se c’è anche la comprensione delle potenzialità del patrimonio culturale in termini economici, quando economia però significa sviluppo, coesione, servizio sociale, rafforzamento di valori autentici e non solo profitto. E qui nelle Marche, dove abbiamo la fortuna di ammirare un patrimonio ineguagliabile per diffusione e bellezza, questo principio di buona e sana economia stiamo cercando di renderlo concreto perché stiamo finalmente riscoprendo il valore del saper legare il passato al futuro come effetto moltiplicatore di sviluppo in un circuito virtuoso tra Cultura e Turismo”.

ROMANO CARANCINI

“In occasione dell’anno europeo del patrimonio culturale e in questa fase di ricostruzione su più fronti – ha detto Carancini – questo convegno rappresenta per la città di Macerata e per tutto il territorio un imperdibile momento di approfondimento, di riflessioni e di scambio di esperienze per la promozione e la valorizzazione del ruolo del patrimonio culturale quale elemento portante per la definizione di nuove strategie di rinascita e di sviluppo territoriale”.

LA PRIMA GIORNATA A MACERATA

E’ iniziata con la presentazione e la visita alle eccellenze di Macerata Musei la giornata dedicata alla riflessione sul nostro Patrimonio in pericolo. Focus della mattinata, che ha preceduto il convegno al teatro della Filarmonica, è stato non solo sulla bellezza dei musei che “parla da sé” ma sulla conoscenza dell’offerta di servizi di Macerata Musei, affatto scontata vista la sua ricchezza e interazione con il territorio. Essi sono largamente orientati all’accessibilità, vanno dagli strumenti e sussidi di fruizione delle opere ai non vedenti ai laboratori con i giovani extracomunitari richiedenti asilo politico passando per l’impiego di volontari del servizio civile con esperienze per loro arricchenti. Sono stati proprio tre ragazzi Matteo Togni, Michele Giuli e Teresa la Matina, impiegati nel servizio civile nei Musei civici, a fare da guida all’onorevole Costa e ai presenti attraverso la mostra Capriccio e Natura e le opere salvate dal terremoto, la sala dell’Eneide, il museo della Carrozza prima di far conoscere da vicino il laboratorio di rinascita comunitaria Mani che parlano, nato dalla collaborazione del Centro di Ascolto e di Prima Accoglienza e del Liceo artistico Giulio Cantalamessa di Macerata con i Musei.

A palazzo Buonaccorsi, gli studenti del Liceo artistico e i ragazzi beneficiari del CAS del Centro d’Ascolto e di Prima Accoglienza lavorano a coppia settimanalmente sotto la guida degli insegnanti per la realizzazione di dieci opere scultore in un rapporto di reciprocità tra soggetti caratterizzati da estrazioni culturali differenti (studenti italiani, ragazzi richiedenti asilo). Con questa esperienza, i Musei maceratesi, utilizzando un approccio narrativo-educativo di valorizzazione delle collezioni e del territorio, svolgono una funzione sociale e attraverso l’arte aprono un dialogo autentico tra due realtà distanti culturalmente per favorire l’integrazione e promuovere un nuovo modello di cittadinanza fruita anche attraverso il museo. “Con progetti come questo – afferma l’assessore alla Cultura Stefania Monteverde – i musei di Macerata fanno crescere insieme le persone, ragazzi italiani e stranieri, diversi nelle storie ma uguali nei desideri, con le scuole, le associazioni e le istituzioni, insieme attraverso le arti costruiscono la società aperta fondata sulla conoscenza e sulla cura del patrimonio che abbiamo ereditato”

Ma la promozione del territorio e dei musei non può non tener conto della rete web e dei Wiki, lo strumento per eccellenza di creazione condivisa dei contenuti e delle informazioni, i cui progetti sono stati illustrati dal prof. Pierluigi Feliciati dell’Unimc. Tra essi Wiki: Appennino Centro Italia, nato nel 2017 e sostenuto o da Unimc per attivare un processo dal basso con un ampio coinvolgimento della comunità finalizzata alla ricchezza e alla qualità delle informazioni web sul proprio territorio che ha visto varie iniziative come formazione, sessioni collettive di editing (Editathon), i format Wiki loves Marche.

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