Uno strumento per ampliare la conoscenza anche dei siti minori ma soprattutto, accompagnare turisti e visitatori nei viaggi “sotterranei” delle grotte carsiche. Questo l’obiettivo della guida “In Viaggio tra le Città delle Grotte”, presentata al ministero dei Beni culturali e realizzata nell’ambito del più ampio progetto “Sistema Turistico città delle Grotte” con il cofinanziamento della Direzione Generale Turismo del Mibact. Presenti il dirigente Politiche del Turismo del ministero, Francesco Tapinassi, il presidente dell’Associazione nazionale Città delle Grotte – e sindaco di Taranta Peligna (Ch) – Marcello Di Martino, e Giannina Di Martino, autrice della guida.

Oltre alla guida, il finanziamento ha permesso la messa in campo di una serie di dotazioni innovative quali un portale di nuova generazione ad alta interattività, un’APP che aiuta a navigare a breve distanza dalla Città oggetto della tappa di viaggio, l’installazione di totem multimediali nei centri di accoglienza e uffici informazione di alcune grotte, la realizzazione di audioguide capaci di promuovere e condurre il turista lungo le risorse artistiche, carsiche e naturalistiche locali, con una panoramica agli eventi. Il progetto, grazie al network di Città delle Grotte, che racchiude oltre 20 comuni ospitanti cavità, ha permesso il rafforzamento e l’innalzamento qualitativo del sistema turistico legato ai territori delle Grotte, creando e mettendo a sistema i servizi turistici presenti.

TAPINASSI: PROGETTO RIENTRA IN PIENO NEGLI OBIETTIVI DEL PIANO STRATEGICO DEL TURISMO

Un progetto, ha spiegato Tapinassi, che rientra in pieno negli obiettivi del Piano strategico del turismo, “tenuto conto che si stimano per i prossimi dieci anni altri 600 milioni di viaggiatori internazionali, il 50 per cento in più di quelli attuali. Il tema che ci siamo posti – ha spiegato ad Agcult – è che scelta vuol fare questo paese: probabilmente in molti casi c’è solo un problema di far conoscere meglio quello che abbiamo da offrire e sollecitare questo lavoro di integrazione che è la sfida delle sfide. La scelta di provare a delocalizzare semplicemente facendo conoscere tutto quello che il paese ha da offrire è l’elemento centrale, e questo progetto è perfettamente in sintonia con il nostro obiettivo, così come è stato l’Anno dei cammini, l’Anno dei borghi e l’Anno del cibo italiano”.

Tapinassi sottolinea che il grande merito di questo progetto è proprio aver superato il “localismo eccessivo, che poi è il vulnus primario che riguarda le amministrazioni ma anche e le singole imprese: questa poca voglia di lavorare in modo sintonico è spesso l’elemento principale di debolezza di un’offerta che soprattutto oggi deve affrontare sfide di competitività su mercati che sono lontani dai flussi turistici”. L’Italia, aggiunge, “è tra i paesi più desiderati al mondo, dobbiamo convincere i turisti a tornare e a tornare per vedere cose che loro neanche pensano che esistono, questa è la grande scommessa che dobbiamo vincere.

DI MARTINO: “I SISTEMI DI RETE RAPPRESENTANO LA SFIDA PER L’IMMEDIATO FUTURO”

“L’idea nasce nel 2009 anche alla luce di un’esperienza diretta quale le Città del vino che ha permesso di conoscere i Comuni coinvolti. Comuni che da soli non avrebbero potuto farcela se non con il supporto di Res Tipica, rete delle reti della progettualità Anci”. Così presenta l’iniziativa Marcello Di Martino, Presidente dell’Associazione Nazionale Città delle Grotte e sindaco di Taranta Peligna. “I sistemi di rete rappresentano la sfida per l’immediato futuro”, continua Di Martino. “Obiettivo 2018 sarà implementare la rete dei 22 Comuni ad ora aderenti perché esistono potenzialità robuste. Sono stati censiti infatti almeno 72 Comuni con grotta turistica o grotte con potenzialità turistiche che potrebbero essere coinvolti nel progetto”. Il tema delle grotte e del turismo speleologico, sottolinea il Presidente dell’Associazione, è inoltre inserito tra gli argomenti al tavolo delle Regioni, proprio per la sua potenzialità. Di Martino evidenzia l’importanza della Guida che aiuterà a considerare il turismo nelle grotte quale “conoscenza plenaria del territorio. In molte realtà, infatti, la grotta è dislocata in aree esterne al centro abitato. Spesso succede che il visitatore non sa quale comune è associato alla stessa perdendosi così la potenzialità di valorizzazione. Si va sempre più assistendo a un viaggiatore che esaurisce la propria permanenza in loco alla sola visita guidata oppure alla esplorazione specialistica, tralasciando così le ulteriori opportunità che le Città delle Grotte potenzialmente sono in grado di offrire”.

Per quanto riguarda le previsioni turistiche, il primo cittadino sottolinea che “ad oggi queste 22 località già registrano più di 1 milione di presenze, e tutto il turismo legato alle grotte in Italia ha circa due milioni di visitatori. Noi attraverso questi strumenti ci aspettiamo sia maggiori biglietti per le grotte, sia più visitatori per il territorio. La visione del non localismo ci porta anche ad ambire a partenariati europei e ci sono tante realtà – ad esempio della Croazia, della Slovenia, della Bosnia, ma in generale tutta la macroregione adriatico-ionica – che hanno realtà carsiche come la nostra e hanno il desiderio di condividere lo stesso percorso”.

LA SOTTOSEGRETARIA BIANCHI: GROTTE MONDO DA SCOPRIRE E VALORIZZARE, MA ANCHE PATRIMONIO DA TUTELARE

“Da nord a sud della nostra Penisola, sono numerosi i luoghi dove provare l’emozione unica di scendere nel cuore della terra. Le grotte sono veri e propri monumenti naturali e costituiscono un affascinante mondo sotterraneo da scoprire e valorizzare, ma anche un patrimonio da tutelare”, ha scritto la sottosegretaria al Mibact, Dorina Bianchi, in un messaggio diffuso in occasione della conferenza stampa. “Rappresentano una ricchezza straordinaria sia dal punto di vista ambientale che culturale. Per questa ragione sono attrattori turistici all’insegna della sostenibilità, che unisce la tutela del paesaggio e dell’ambiente alla fruizione turistica. Infatti la sostenibilità è un tema trasversale nel Piano Strategico e centrale per governare la crescita di un comparto in espansione come quello del turismo. Il nostro Paese con le peculiarità dei suoi territori, con i suoi paesaggi e i suoi borghi, ma anche con i cammini e le ciclovie turistiche, dovrà – anche per il futuro – rendere strutturali gli enormi risultati ottenuti in termini di visitatori, di destagionalizzazione e di diversificazione dell’offerta. Obiettivi che potranno essere raggiunti con il supporto indispensabile dell’innovazione digitale. Il turismo e la tecnologia sono diventati, infatti, strettamente interconnessi e il Turismo 4.0 è una nuova sfida che l’Italia sta già affrontando. Lo testimonia anche il vostro progetto. Grazie a questa “rete”, attorno alle grotte, patrimonio della collettività, potrà nascere, crescere e svilupparsi, un movimento turistico nazionale e internazionale. Per questo il mio plauso va all’Associazione nazionale Città delle Grotte che con strumenti tradizionali e innovativi sta promuovendo questo settore turistico, di nicchia ma in costante crescita. Sarà, dunque, necessario predisporre adeguate strategie nazionali di tutela e di sviluppo della “grotta turistica”, assicurando anche la sicurezza dei visitatori e valorizzando il patrimonio naturalistico italiano”.

LA GUIDA “IN VIAGGIO TRA LE CITTÀ DELLE GROTTE”

La guida presentata al Mibact non è solo una guida sulle grotte d’Italia. È la guida delle 22 città associate e delle loro cavità. I paesi toccati, rappresentativi di dieci regioni, costellano l’intero territorio nazionale. Si tenta di tratteggiarne ognuno nella sua interezza (e, ancora più difficile, di descriverne l’atmosfera): dove si trova? Qual è la sua storia? Che cosa si può vedere? Chiese? Musei? Monumenti? Architetture civili? Cosa si può fare nel territorio comunale? Passeggiate? Trekking? Altri sport all’aria aperta? Ci sono altri luoghi da visitare? O delle manifestazioni a cui partecipare? E quali sono i prodotti tipici del posto da assaggiare? Ogni cavità esplorata, a braccetto con il proprio Comune (o i propri Comuni), ha una sezione dedicata: luogo dove se ne approfondisce la storia, se ne mettono in risalto le peculiarità e si danno informazioni puntuali sulle caratteristiche della visita e le altre attività da svolgere (insieme, prima, dopo, contemporaneamente).

L’ASSOCIAZIONE CITTA’ DELLE GROTTE

Nata il 7 luglio del 2010, l’Associazione Nazionale Città delle Grotte non ha fini di lucro ed opera per difendere e sviluppare la qualità dei territori delle Città delle Grotte, tramite iniziative e servizi nel campo della tutela, della promozione e dell’informazione ambientale e turistica. Con oltre 20 realtà ad oggi associate, rappresentative di diversi territori d’Italia, l’Associazione è aperta alla partecipazioni di Province, Unioni di Comuni, Consorzi di Enti Locali, Comunità Montane che comprendono i Comuni nei cui territori sono presenti cavità naturali sotterranee, marine o nei fianchi di un monte, nonché i Comuni esteri, appartenenti alla Comunità Europea e non, purché abbiano le medesime caratteristiche. L’Associazione nazionale Città delle Grotte fa parte della rete di Res Tipica, l’Associazione costituita dall’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e dalle Associazioni Nazionali delle Città di Identità per la promozione e la valorizzazione del patrimonio enogastronomico, ambientale, culturale e turistico dei Comuni aderenti.

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