Il ministero dei Beni culturali riveda la decisione assunta dalla commissione consultiva per il teatro di “declassare” il teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni”, non riconoscendolo più come teatro nazionale ma come “teatro di rilevante interesse culturale”. Lo chiedono in un’interrogazione indirizzata al Mibact i senatori della Lega Nord Paolo Tosato (primo firmatario), Erika Stefani, Massimo Candura, Sonia Fregolent, Andrea Ostellari, Nadia Pizzol, Paolo Saviane, Gianpaolo Vallardi, Cristiano Zuliani.

Secondo i parlamentari del Carroccio, infatti, la decisione “non solo mortifica il lavoro svolto nel triennio appena trascorso, ma potrebbe avere ripercussioni negative sull’immagine dell’intero sistema dello spettacolo dal vivo della regione Veneto e conseguenze ancor più gravi sul piano dell’occupazione delle maestranze, visto che si negano le risorse necessarie alla realizzazione del progetto presentato, con il risultato di pregiudicare, anziché valorizzare, una realtà pubblica virtuosa”.

Si tratta della terza interrogazione negli ultimi giorni che punta il faro sulla vicenda del teatro “Carlo Goldoni”. Per primi sono stati i senatori di Forza Italia, Andrea Causin e Roberta Toffanin, a presentare un’interrogazione al Mibact per segnalare “un’ingiustizia culturale grave a discapito di un’intera istituzione culturale e incomprensibile per chi segue e per chi ama la cultura teatrale”. Poi, a poche ore di distanza, è stato il senatore Udc Antonio De Poli a depositare, sempre a Palazzo Madama, un’interrogazione sullo stesso tema. Per il questore del Senato si tratta di una decisione “immotivata e senza senso” che “danneggia un’istituzione culturale del Veneto”.

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