Non sempre investire in opere d’arte conviene. Quella che fino a qualche anno fa era una delle forme d’investimento preferita dai magnati di tutto il mondo ora sembra aver perso slancio. Lo può testimoniare il miliardario russo Dmitry Rybolovlev, che nel 2008 ha pagato 54 milioni di euro per un paesaggio di Paul Gauguin, rivenduto ora da Christie’s ad “appena” 20,3 milioni (-74 per cento). “La Maison” fu dipinta da Gauguin nel 1982 dopo la sua prima visita nell’isola di Tahiti ed acquistata meno di dieci anni fa in una transizione privata. La casa d’aste aveva stimato il valore tra i 15 e i 22,4 milioni di dollari. L’acquirente è un cliente di Rebecca Wei, presidente di Christie’s Asia. Il Gauguin venduto a Londra era uno dei quattro pezzi che Rybolovlev ha messo in vendita. Rybolovlev – con una fortuna pari a circa 9,8 miliardi di dollari secondo l’indice Bloomberg Billionaires – ha investito circa 2 miliardi di dollari in 38 opere, da Leonardo da Vinci a Pablo Picasso.

Il settore dell’arte sta guardando con molta attenzione alle aste di Londra come prima prova dell’anno del mercato globale dopo la significativa contrazione nel 2016. Le vendite di Christie’s sono infatti scese del 17 per cento a 4 miliardi di sterline (5,4 miliardi di dollari) l’anno scorso, mentre Sotheby ha riportato una flessione del 27 per cento a 4,9 miliardi di dollari. Entrambe le case hanno registrato un forte calo nelle loro principali categorie: arte impressionista e moderna, e arte del dopoguerra e contemporanea. Un bronzo a grandezza naturale di una coppia che si bacia di Auguste Rodin, “Le baiser, Grand Modèle” non ha trovato acquirenti. Rybolovlev aveva acquistato l’opera per 7,5 milioni di euro nel 2011.

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