“La qualità italiana è la nostra credenziale più riconosciuta al mondo: è il risultato della natura, della storia, della cultura, del clima, l’ha prodotta la vita delle nostre comunità. Il cinema italiano ne è, insieme, espressione, interprete e volano”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della presentazione al Quirinale dei candidati ai Premi “David di Donatello” per l’anno 2017. La cerimonia è stata aperta dagli interventi di Giuliano Montaldo, Presidente dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi “David di Donatello”, di Roberto Benigni, che ha portato il saluto a nome del Cinema italiano, e di Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Quest’ultimo ha voluto sottolineare il lavoro svolto dal governo a favore del cinema. ”Stiamo cercando di recuperare le stagioni passate. E lo abbiamo fatto con un incremento significativo di risorse con la nuova Legge sul cinema aspettata da anni e costruita insieme a voi. Abbiamo messo in campo risorse e regole nuove per il cinema forti dell’impegno di 400 milioni di Euro destinato a crescere nel 2017 grazie al prelievo fiscale dell’11%. Non ci sono più poi le commissioni ministeriali, né il tax credit automatico. Sono previste poi nuove risorse per le scuole e stiamo lavorando a provvedimenti per il recupero delle vecchie sale per renderle con più schermi e restare così sul mercato”. Per il futuro Franceschini ha ricordato il lavoro per “la nuova legge dello spettacolo” e l’impegno per “risolvere il problema di Cinecittà, allargando il ruolo pubblico e coinvolgendo la Rai in questo progetto”.

I David di Donatello rappresentano, secondo il capo dello Stato, “una festa del cinema. Ma anche un’occasione per parlare di cinema. Del suo valore, dei suoi progetti, dei suoi problemi, del legame con questo tempo in cui si corre sempre più velocemente. Il cinema è parte integrante della cultura e della civiltà del nostro Paese. In Italia è forse ancora più importante che altrove”. Nel discorso di Mattarella non poteva mancare “un ricordo per Gian Luigi Rondi, promotore e animatore, indimenticato, dei David di Donatello. In questo primo David senza di lui desidero rendergli omaggio. Gli siamo riconoscenti per quanto ha fatto nella sua vita di critico, di appassionato sostenitore del cinema, di organizzatore instancabile. Il nome di Rondi è legato a diverse stagioni, le quali compongono una lunga, affascinante storia. Credo che scriverne le prossime pagine costituisca una responsabilità ma anche un privilegio”.

Poi, l’augurio del presidente Mattarella affinché “la recente legge del cinema – approvata con contributi e apprezzamenti che sono andati oltre i confini della maggioranza parlamentare – susciti una ancor migliore espressione dei talenti italiani, delle qualità e delle produzioni italiane. Si attendeva da anni una riforma e adesso bisogna cogliere le nuove opportunità. Per riuscirvi è bene che continui il dialogo tra gli operatori del settore e i responsabili delle funzioni pubbliche. Il confronto, talvolta, richiede fatica, pazienza, ma ottiene sempre risultati, particolarmente nell’ambito di una realtà come il cinema, con tante, diverse sfaccettature”. Il cinema – ha aggiunto il presidente – è anzitutto “opera di libertà, e il suo mercato non può che essere aperto, senza barriere nazionali, incompatibili con la libertà delle idee. Questa condizione rende continuo il confronto con prodotti che vengono da Oltreoceano assai più che dall’Europa. Anche a questo riguardo le istituzioni nazionali – così come quelle europee per l’intera Unione – hanno un ruolo di grande rilievo: il cinema italiano non può essere abbandonato ad affrontare una competizione impari”.

La ridotta disponibilità delle risorse pubbliche – ha aggiunto – va resa “compatibile con questa esigenza. La nuova legge sul cinema, opportunamente, contempla l’impegno del settore pubblico. Una parte del Fondo, istituito dalla legge, è destinato alle scuole. Per far conoscere il cinema, per aiutare ad apprezzarlo, anche per creare quell’humus nel quale possono crescere futuri talenti. Ogni grande pilastro della cultura – quale è il cinema – richiama al valore della formazione, a quel processo educativo nel quale tutta la società deve accompagnare la scuola. Mi auguro che ciascuno di voi possa dare il suo contributo a costruire un legame più forte tra cinema e scuola: ne avrà beneficio l’intero Paese. Il cinema può insegnare tante cose. Può aiutarci a riflettere, a superare barriere e pregiudizi, a scoprire il valore delle diversità, a riflettere criticamente. Può aiutarci a contrastare la violenza, come quella di due giorni fa ad Alatri, può aiutarci a contrastare quella violenza verbale che circola sempre più velocemente tra il web e le nostre relazioni umane. Quando si diffondono fenomeni come quello, con modalità diffuse di violenza e di linguaggio violento, non sono sufficienti gli appelli per correggerli. Servono anche linguaggi altrettanto efficaci. Immagini, messaggi che scuotano le coscienze. E che vengano proposti con efficacia, anche con leggerezza, con allegria”.

Un pensiero infine per Roberto Benigni che riceve il premio alla carriera: “Tra le cose che ci ha donato, nel corso di questi anni – e che continuerà a donarci – ve ne sono tante che andrebbero ricordate – ha detto Mattarella -. Rispetto a quel che il cinema può fare per il costume del nostro Paese, per la sua qualità di vita, vorrei ricordare una battuta del film “La vita è bella”, quando il piccolo Giosuè mostra il suo stupore di fronte ad un cartello assurdo, quello con la scritta “Vietato l’ingresso agli ebrei e ai cani”. Il padre, per confortarlo, gli dice: “Domani mettiamo anche noi un cartello ‘Vietato l’ingresso ai ragni e ai Visigoti’. Quella battuta, rispetto all’ottusa ferocia dell’antisemitismo e del razzismo, ha fatto di più di quanto i pur necessari discorsi e le celebrazioni possano fare. E questo può fare il cinema, ed è molto importante che lo faccia. Questo è un giorno che sottolinea l’importanza del nostro cinema. L’Italia ne ha bisogno. Mi sembra che proprio Benigni, qualche anno fa, abbia ricordato che l’Italia è l’unico Paese al mondo dove è nata prima la cultura e poi la nazione”.

Mattarella si è detto contento “che l’edizione di quest’anno della Settimana della Lingua italiana nel mondo – a metà ottobre – sia dedicata al cinema e che gli Istituti italiani di Cultura all’estero siano impegnati in conseguenti programmi di promozione. Il cinema ha avuto un grande ruolo nella diffusione e nella conoscenza della nostra lingua. L’ha avuto all’interno del Paese, rappresentando un forte fattore di unità. L’ha avuto per l’interesse suscitato nel mondo, grazie al valore delle opere dei registi italiani. Anche questo aspetto richiama al ruolo e alla responsabilità che le pubbliche istituzioni hanno sul futuro del cinema”.

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