La Galleria Riccardo Crespi presenta I disabitanti, una mostra concepita al confine tra arte e design a partire da un gruppo di opere che, per caratteristiche formali potrebbero facilmente essere attribuite all’area del domestico, dell’abitare.

Le opere degli artisti suggeriscono tutte una connessione con corrispettivi oggetti del quotidiano, ma le porte di Patrizia Giambi in collaborazione con Opifici Dal Re, così come la cucina sgretolata di Gal Weinstein, rivelano, ad una analisi ravvicinata, una ben altra vocazione che tradisce una spinta al dis-abitare piuttosto che all’abitare: porte che non riparano, né isolano, una cucina in cui non si può cucinare, un separé che non protegge la privacy, invece di invitare ad una rassicurante idea di focolare domestico, una volta uscite dallo studio dell’artista, le opere palesano la loro inadeguatezza ad essere agite, mostrando così la sostanziale separazione tra i significati sottesi nella creazione di un’opera e la sua effettiva fruizione.

Gal Weinstein è nato a Ramat Gan nel 1970. Vive e lavora a Tel Aviv. Quest’anno rappresenterà Israele alla 57. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, dopo essere stato esposto in numerose mostre personali in musei e gallerie in tutto il mondo, e aver partecipato a importanti manifestazioni sia in Israele che all’estero, tra cui la 25. Biennale di San Paolo, l’8. Biennale di Mercosul e la 4. Biennale di Salonicco.

Patrizia Giambi è nata a Lugo, Ravenna, e vive e lavora a Forlì. Ha collaborato sin dal 1985 con Maurizio Cattelan, col quale ha operato nel gruppo artistico spontaneo Palazzo del Diavolo. Dopo una intensa attività espositiva americana dal 1991 al 1997, è rientrata in Europa esponendo in differenti istituzioni e gallerie in Italia e in Europa.

Opifici Dal Re raccoglie l’eredita della casa editrice Essegi di Ravenna e nasce dalla volontà di Patrizia Dal Re di svolgere un ruolo sempre più attivo nella produzione e nella editoria d’arte.

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