“La principale sfida di oggi è quella di governare la crescita: abbiamo davanti una stagione di crescita enorme del turismo, tanto interno che internazionale. Il ruolo del pubblico, in questo ambito, deve essere quello di aiutare ad aumentare la domanda, definire le strategie del Paese e aiutare gli operatori privati”. Il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha iniziato così il suo intervento al Forum Confcommercio  dilungandosi poi sulle “molte cose che restano ancora da fare”, come la risistemazione della tassa di soggiorno, che “va fatta creando condizioni di parità, devono pagarla tutti. La distinzione tra comuni turistici e non turistici va superata, così come va introdotto un meccanismo di percentuale sul prezzo invece che basarsi sul numero di stelle degli alberghi”. C’è poi da “regolare il fenomeno dei b&b, con una regolamentazione più equa e conveniente per tutti”. Spostando lo sguardo al futuro, Franceschini ha parlato di rafforzamento delle infrastrutture, soprattutto nel Mezzogiorno (“non c’è una ragione al mondo per cui l’alta velocità debba fermarsi a Salerno, deve arrivare a Palermo e a Catania con il Ponte, e a Taranto affiancando l’autostrada”) e di “connessione tra sistema aeroportuale e ferroviario”. Quanto alla promozione, va mirata “sui luoghi che hanno bisogno di attrattività, come stiamo già facendo per Reggio Calabria, e sfruttando opportunità come il cinema”. Il ministro ha infine ricordato che “con il Piano nazionale abbiamo per i prossimi cinque anni un’indicazione strategica comune, come il connubio tra cultura e turismo, che è la carta della nostra competitività. Dobbiamo puntare sui suoi cardini, ‘Italia museo diffuso’, che prevede tra l’altro la tutela dei centri storici, e ‘Turismo sostenibile”, puntando ad attrarre il target più alto, i turisti che cercano l’eccellenza”.

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