Si terrà l’8 giugno 2017 a Roma il convegno “Futuro Periferie. La Cultura rigenera” sulla cultura nelle periferie urbane. Un progetto “costruito dal basso ascoltando gli enti locali” che si ritroveranno al complesso ex Cerimant di Tor Sapienza. Il ministero per i Beni e le Attività culturali ha stanziato lo scorso anno 40 milioni di euro per la riqualificazione del complesso di via Prenestina. Il progetto si ispira all’idea parigina dello spazio Centquatre (si chiama così perché si trova al numero 104 di rue des Aubervilliers) costruito sulle ceneri dell’ex obitorio di Parigi e che rappresenta quanto di più avanzato si possa concepire in termini di politica sociale e culturale. “La location non è un caso – spiega Federica Galloni, direttore generale Arte e Architettura contemporanea e Periferie urbane -. Il ministro ha scelto questo luogo perché ci sarà a breve una riqualificazione totale di questo complesso, al momento ancora assegnato ai militari, ma che diverrà a breve di proprietà del Mibact”.

Il convegno sarà articolato in una sola giornata e punterà a dimostrare l’importanza e il valore della cultura come strumento di rigenerazione nelle politiche rivolte alle periferie. L’analisi delle delle politiche in atto sarà condotta da punti di vista diversi e tra loro complementari: le caratteristiche progettuali; i modelli economici; le dinamiche organizzative che rendono possibile la rigenerazione. “Attraverso la cultura e soprattutto l’uso della cultura negli spazi pubblici – precisa Federica Galloni -, che sono proprio quelli che mancano nelle periferie. Gli spazi di aggregazione sono quei luoghi pubblici che devono essere vissuti, devono avere un progetto anche culturale, di integrazione, perché sono quelli gli spazi dove, anche tra comunità differenti, può avvenire l’integrazione e la coesione sociale. E’ inutile pensare di continuare a pensare di vivere queste periferie come luoghi monofunzionali – spiega ancora il direttore per le Periferie urbane -, come luoghi dormitorio dove mancano i servizi e dove non ci sono le urbanizzazione primarie”. E conclude: “Dobbiamo innanzitutto restituire a questi luoghi un senso di identità”.

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