“Il Piano strategico del Turismo è l’inizio del percorso, non la fine. Abbiamo uno strumento che per la prima volta propone delle politiche economiche per un periodo di sei anni, destinate a un settore importante come quello del turismo. Qui oggi avviamo un ragionamento con le startup per capire come queste politiche devono essere rese concrete nei prossimi sei anni”. Lo ha detto oggi pomeriggio Francesco Palumbo, direttore generale della Direzione Turismo del Mibact, durante #100StartupTurismo, un laboratorio organizzato al museo Maxxidi Roma dal Mibact e da Invitalia che ha coinvolto 100 startup del turismo e dell’industria culturale e creativa. Dall’incontro di oggi sono emersi due spunti su tutti: la necessità di scambiare le informazioni – a livello centrale e territoriale – e l’esigenza di lavorare in partnership pubblico-privato in modo che sia messo al centro il percorso del visitatore. “La scelta del Maxxi è stata una scelta non casuale e significativa: questo ragionamento va fatto in un luogo del contemporaneo – ha spiegato Palumbo -. Troppo spesso l’Italia, anche come immagine del turismo all’estero, viene legata a un paese connesso a spazi del patrimonio antico e della storia”. Nei prossimi sei anni di applicazione del Piano strategico, l’Italia deve partire dal proprio patrimonio storico e artistico e darne “un’articolazione, e quindi un racconto, di tipo contemporaneo. Questo tipo di attività non la può fare sicuramente il Ministero, fanno fatica a farlo le Regioni, ma il racconto è compito dei singoli soggetti”.

Un altro problema del nostro paese, ha spiegato Palumbo, è quello di raccontare che sul nostro territorio abbiamo tutto: musei, cattedrali, siti archeologici, paesaggio. “Non può essere così. Dobbiamo concentrare il racconto su delle priorità e intorno a queste priorità organizzare tutto il livello territoriale dell’esperienza di visita”. La volontà è quella di far diventare la direzione del turismo del Mibact una “piattaforma di servizi”, un operatore pubblico in grado di dare informazioni sia alle regioni sia al mondo degli operatori del privato. Poi c’è il problema dei dati. “Stiamo lavorando con Enit affinché il nuovo osservatorio del turismo sia non tanto un luogo di raccolta di dati, ma piuttosto un luogo dove i dati vengono rielaborati, resi interpretabili e messi a disposizione degli operatori. Stiamo lavorando affinché ci sia un’unica piattaforma di raccolta dati sul turismo di tutte le Pubbliche amministrazioni. Sul Wifi libero e gratuito, stiamo lavorando con il Mise per farlo arrivare nei luoghi della cultura più difficili da raggiungere”.

Il catalogo dei prodotti turistici e delle destinazioni. “Si possono raccontare vari tipi di destinazioni e prodotti”, ha spiegato il direttore generale: “I primi, quelli che sono già pronti per andare all’estero ed essere promossi da Enit. Poi c’è chi ha bisogno di sviluppare alcune iniziative e per quei prodotti c’è bisogno di investimenti strutturali come ad esempio il caso del settore termale italiano: ancora troppo legato all’idea socio sanitaria invece di quella di offrire un prodotto di benessere per il turista”.

Come si prosegue il percorso che inizia oggi? “Anno per anno – ha detto Palumbo – sceglieremo insieme alle regioni, agli operatori e all’Anci i singoli interventi. Dovremo ragionare sulle pratiche di organizzazione dell’offerta e di governance territoriale in un sistema integrato. Abbiamo un problema con il livello informativo: da un lato ci sono le pubbliche amministrazioni che spendono e investono tantissimo nelle attività di informazione al turista e dall’altro abbiamo il settore privato che potrebbe essere un punto informativo naturale e offrire ai turisti un livello di informazione di qualità”.

Il digitale del turismo. “Sul fronte digitale stiamo facendo l’elenco delle banche dati strategiche per raccogliere tutte le informazioni e renderle interoperabili – ha aggiunto Palumbo -. Dobbiamo passare dalla lettura dei dati del passato, noi dovremmo lavorare su quello che succederà tra due, tre anni. Stiamo lavorando anche all’Ecosistema digitale turistico, una piattaforma in cui mettiamo a disposizione dei turisti innanzitutto un catalogo di tutte le iniziative della cultura”.

Le attività per le startup. Palumbo, rivolto alla platea composta dagli esponenti delle startup, ha detto: “Tramite Invitalia offriamo una serie di workshop, servizi di business planning e percorsi di tutoraggio. Usciranno a breve quattro call nazionali per accompagnare le migliori idee imprenditoriali a diventare imprese stabili nel tempo. Pensiamo che sia meglio mettere a disposizione le nostre risorse (pari a tre milioni di euro, ndr) per accompagnare le startup a diventare vere e proprie imprese strutturate, fornendo una serie di servizi personalizzati ascoltando le vostre richieste. Infine, dalla prossima riunione che sarà il 19 di aprile, il Mibact parteciperà alla cabina di regia di Industria 4.0 e quindi il lavoro che faremo qui dà a noi il modo di essere presenti lì portando le esigenze del settore del turismo e di una filiera che va resa molto più complessa e solida attraverso quegli interventi di governance territoriale che voi stessi ci avete chiesto”.

Guide turistiche. Infine un affondo netto su un tema caldo: “C’è bisogno di rendere più razionale il sistema normativo – ha detto Palumbo -. Non possiamo ragionare sull’interesse dei singoli operatori che facendo pressione a livello parlamentare ottengono una legge o un regolamento che in qualche modo li tutela. La normativa sulle guide turistiche rappresenta lo scontro tra chi ha acquisito negli anni sapere, esperienza e conoscenza del territorio e si vede messo in discussione da una normativa senza cogliere il fatto che la loro stessa esperienza, la loro capacità dovrebbero essere quegli elementi distintivi che permettono loro nella concorrenza di essere prevalenti. Non perché sono tutelati ma perché sono i più bravi”, ha concluso.

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