Dal 13 aprile al 17 settembre 2017 sarà aperta al pubblico la mostra NEW YORK NEW YORK. Arte Italiana: lariscoperta dell’America, a cura di Francesco Tedeschi con Francesca Pola e Federica Boragina, promossa dal Comune di Milano – Cultura, Museo del Novecento e Intesa Sanpaolo – Gallerie d’Italia, in collaborazionecon la casa editrice Electa.Il percorso espositivo si snoda tra le due sedi museali e comprende oltre 150 opere, fondandosi, comescrive il curatore, “su una serie di fatti, incontri e occasioni che hanno dato all’arte italiana del Novecentol’opportunità di conseguire un’attenzione e una presenza internazionale utile a collocarla in posizionepreminente nell’ambito della stessa idea di modernità”, centralità raggiunta “tramite una serie di legamidi diverso genere con gli Stati Uniti d’America, e in particolare con l’ambiente e la città di New York, chediventa, non solo simbolicamente, il centro della cultura artistica del Novecento, a partire dagli annidell’immediato secondo dopoguerra. Vengono però qui considerati anche episodi precedenti, che hannocontribuito a preparare il terreno per vicende che si sono chiaramente manifestate in seguito, anche per lediverse maturazioni delle situazioni storiche attraversate dai due paesi”.La mostra presenta attraverso le loro opere, le storie degli artisti italiani che hanno viaggiato, soggiornato,lavorato, esposto negli Stati Uniti, e in particolare a New York, o solo immaginato il nuovo mondo, tutti allaricerca di uno spirito più libero e di modelli differenti rispetto alla vecchia Europa.

 

Un racconto articolato e complesso che parte dagli anni Venti, quando Fortunato Depero, futurista di primopiano, si reca per un lungo soggiorno negli Stati Uniti (vi giunge nell’autunno del 1928 e vi si ferma circadue anni), diventando simbolicamente il punto di partenza dell’incontro con la realtà americana, fino albiennio 1967-68, quando Ugo Mulas pubblica New York: The New Art Scene (New York: arte e persone), illibro nel quale raccoglie le immagini scattate dal 1964 agli artisti americani di punta dell’epoca. Nello stessoperiodo sono poi organizzate importati rassegne tra cui la grande mostra del 1949 dedicata all’arte italianaal Museum of Modern Art di New York – la prima volta che il MoMA dedica un’esposizione di grande rilievoalla produzione artistica contemporanea di un paese – e una doppia rassegna nel 1968 dedicata alla recentearte italiana al Jewish Museum of Art di New York.Negli spazi del Museo del Novecento è restituito l’immaginario americano e, in particolar modo, il rapportointenso con la città di New York così come percepito dagli artisti italiani, con opere di Afro, Paolo Baratella,Corrado Cagli, Pietro Consagra, Giorgio De Chirico, Fortunato Depero, Tano Festa, Lucio Fontana, EmilioIsgrò, Sergio Lombardo, Titina Maselli, Costantino Nivola, Gastone Novelli, Vinicio Paladini, ArnaldoPomodoro, Mimmo Rotella, Alberto Savinio, Toti Scialoja, Tancredi, Giulio Turcato. Una sezione a sé èdedicata all’opera fotografica di Ugo Mulas in relazione a New York e agli artisti statunitensi.«Nella prima metà del Novecento i confini fisici dell’espressione artistica si sgretolano, e quelle che primaerano classificabili come ‘influenze di culture altre’ diventano ora fonte di ispirazione comune per gliartisti di ogni luogo, anche e soprattutto in Italia. Il Museo del Novecento è testimone prezioso di questafase, documentata attraverso la propria collezione e approfondita ora con questa mostra che si inserisceperfettamente nel contesto storico-artistico del suo percorso» dichiara Filippo Del Corno, assessore allacultura del Comune di Milano. «La collaborazione con Gallerie d’Italia e il suo Cantiere del ‘900 consente diaffondare ulteriormente lo sguardo su questo periodo cruciale dell’arte moderna, in cui il mondo diventa altempo stesso più grande e più vicino all’immaginario di tutti gli artisti che, ciascuno con il proprio linguaggio,meticciano la propria cultura con tradizioni e suggestioni provenienti da oltreoceano.»

 

Nelle Gallerie d’Italia a Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, è invece proposta un’ampiaricostruzione dei rapporti con le istituzioni, le gallerie e i collezionisti americani che hanno valorizzato lapresenza artistica italiana sul territorio americano.«Dopo le mostre Restituzioni, Hayez, Bellotto e Canaletto dedicate alla grande tradizione artistica italiana,Intesa Sanpaolo riporta l’attenzione sul contemporaneo, periodo al quale è dedicato Cantiere del ‘900, ilprogetto espositivo delle Gallerie di Piazza Scala volto a valorizzare le collezioni del Novecento della nostraBanca» afferma Giovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo «New York New York, con quasi150 opere provenienti da prestigiosi musei nazionali e stranieri, consente un’originale lettura dell’arteitaliana del secolo scorso in una prospettiva internazionale, approfondendo il rapporto con il mondo, lacultura e i caratteri estetici di un’America vista, interpretata e rappresentata. Questa nuova mostra rafforzaulteriormente la collaborazione con il Comune di Milano attraverso la sinergia con il Museo del Novecento,la realtà museale che svolge in città un ruolo di primo piano nella promozione dell’arte moderna.»A partire dalla mostra XX Century Italian Art, tenutasi nel 1949 al Museum of Modern Art di New York,sono presentati alle Gallerie d’Italia alcuni capolavori di Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà,Giorgio Morandi, Massimo Campigli, Marino Marini, Virgilio Guidi, Renato Guttuso, Fausto Pirandello,Armando Pizzinato, Alberto Viani, per poi proseguire con opere di autori degli anni Cinquanta e Sessantatra i quali Carla Accardi, Afro, Gianfranco Baruchello, Enrico Baj, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi,Alik Cavaliere, Ettore Colla, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Domenico Gnoli, Lucio Fontana, Pino Pascali,Achille Perilli, Michelangelo Pistoletto, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Rotella, Giuseppe Santomaso, MarioSchifano, Francesco Somaini, Toti Scialoja ed Emilio Vedova.

 

La mostra del MoMA del 1949 è stata un momento fondamentale per la ricezione dell’arte moderna italianain un contesto internazionale: i curatori vollero allora sottolineare come l’arte italiana del Novecentoavesse una propria storia, autonomia e carattere indipendenti da quella francese. Vengono esposte inquell’occasione circa 230 opere di altissima qualità (tra dipinti, sculture, disegni, bozzetti, incisioni) di 45artisti, organizzate in sezioni dal Primo Futurismo alla Pittura e scultura dal 1920 al 1948. L’evento avrebbeveicolato il processo di acquisizione di opere d’arte italiana per le collezioni del MoMA ottenendo il lungo eduraturo effetto di creare un interesse e un mercato per gli artisti italiani.Allo scopo di mettere in evidenza il dialogo con gli artisti d’oltreoceano saranno esposti anche alcunicapolavori dei massimi esponenti dell’arte statunitense come Alexander Calder, Willem De Kooning, ArshileGorky, Franz Kline, Conrad Marca Relli e Cy Twombly, per sottolineare le loro relazioni con il nostro paese,attraverso i contatti da loro intrattenuti con artisti e collezionisti.La mostra è accompagnata da un catalogo ELECTA, con saggio introduttivo di Francesco Tedeschi che inquadrala mostra con il racconto degli artisti italiani che hanno guardato l’America dal 1929 al 1968. Molti i contributidi storici dell’arte, critici, curatori: Nicoletta Boschiero su Fortunato Depero, Katherine Robinson su Giorgiode Chirico, Sergio Cortesini su La Comet Art Gallery e Corrado Cagli, Federica Boragina sull’immagine diNew York nell’arte italiana dal 1949 al 1968, Davide Colombo sulla mostra Twentieth-Century Italian Art alMoMA nel 1949, Nicol Mocchi su Giorgio Morandi, Raffaele Bedarida sulla galleria Catherine Viviano e lapromozione dell’arte italiana negli anni Cinquanta negli Stati Uniti, Sharon Hecker sul collezionista JosephPulitzer, Carlo Pirovano su Alberto Burri, Kevin McManus sugli artisti italiani nelle università americane,Luca Massimo Barbero su Lucio Fontana e Tancredi a New York, Paola Bonani sulla Rome-New York ArtFoundation, Carla Subrizi sulla mostra New Realists e il confronto con l’immaginario Pop, Francesca Pola suUgo Mulas e la nuova scena artistica americana.

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