Un convegno per “ragionare sulla coercizione che accompagna il nostro accesso al mondo digitale” e per affrontare il tema del “mondo come prigione e non solo della prigione come metafora del mondo”. Lo ha annunciato la presidente della Fondazione Maxxi di Roma, Giovanna Melandri, aprendo i lavori della giornata di studio dal titolo “Il mondo come prigione? Carcere, diritti, giustizia”, organizzata in occasione della mostra “Please Come Back. Il mondo come prigione?” a cura di Hou Hanru e Luigia Lonardelli. Una delle mostre, ha rimarcato l’ex ministro dei Beni culturali, “più politiche tenute fino ad ora al Maxxi. E’ un’iniziativa che abbiamo fortemente voluto: cerchiamo di costruire dei momenti di approfondimento e l’attenzione alla dimensione sociale è un filo rosso che unisce molte nostre iniziative”. Nella mostra, 26 artisti di tutto il mondo raccontano attraverso 50 opere il carcere come metafora del mondo contemporaneo e il mondo contemporaneo come metafora del carcere: tecnologico, iperconnesso, condiviso e sempre più controllato. “Non si crea sicurezza alzando i muri”, aveva detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando in occasione della presentazione della mostra al Maxxi lo scorso 8 febbraio.

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