Ammontano a 460 milioni di euro i tagli alla spesa dei ministeri previsti nel 2017 dalla manovra correttiva, la cosiddetta “manovrina”, firmata il 24 aprile dal capo dello Stato e pubblicata lo stesso giorno in Gazzetta Ufficiale. Si tratta di una stretta, prevalentemente “semi-lineare”, su budget e “missioni” di spesa dei ministeri. Di questi, 12,860 milioni arriveranno dal ministero dei Beni culturali. “Ai fini del concorso delle amministrazioni centrali dello Stato al raggiungimento degli obiettivi programmatici indicati nel documento di economia e finanza per l’anno 2017 presentato alle Camere – si legge nell’articolo 13 del decreto – le missioni e i programmi di spesa degli stati di previsione dei Ministeri sono ridotte, per l’anno 2017, degli importi ivi indicati in termini di competenza e cassa. Il ministero dell’Economia e delle finanze, nelle more dell’adozione delle necessarie variazioni di bilancio, è autorizzato ad accantonare e rendere indisponibili gli importi indicati in termini di competenza e cassa nell’elenco allegato al presente decreto”.

Nel dettaglio, si legge nella manovra, il Mibact dovrà fare a meno di 9,579 mln di euro per la “Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali e paesaggistici”, suddivisi così: -536mila euro per il “Sostegno, valorizzazione e tutela dello spettacolo dal vivo”, -220mila euro per la “Tutela dei beni archelogici”, -599mila euro per la “Tutela e la valorizzazione dei beni archivistici”, -992mila euro per la “Tutela e la valorizzazione dei beni librari, promozione e sostegno del libro e dell’editoria”, -552mila euro per la “Tutela delle belle arti e tutela e valorizzazione del paesaggio”, -632mila euro per la “Valorizzazione del patrimonio culturale e coordinamento del sistema museale”, -259mila euro per “Coordinamento e indirizzo per la salvaguardia del patrimonio culturale”, -5,455 mln di euro per la “Tutela del patrimonio culturale”, -181mila euro per la “Tutela e promozione dell’arte e architettura contemporanea e delle periferie urbane”, -152mila euro per “Sostegno, valorizzazione e tutela del settore cinema e audiovisivo”.

Altri 108mila euro verranno poi sforbiciati alla voce “Ricerca educazione e formazione in materia di beni e attività culturali”. La mannaia della manovra cadrà anche sulla voce “Sviluppo e competitività del turismo” (-757mila euro) e sui “Servizi istituzionali e generali delle amministrazione pubbliche” (-2,416 mln).

Oltre ai tagli al Mibact vanno però aggiunte anche le riduzioni che fanno capo al ministero degli Affari esteri, in prima fila per la promozione culturale italiana all’estero. La Farnesina, si legge nel decreto, subirà un taglio di 1,595 mln per la voce “Promozione del sistema paese”, una macro area sotto la quale ricadono, tra le altre, le “spese per l’organizzazione di manifestazioni artistiche e culturali nel settore espositivo, musicale, teatrale, cinematografico e audiovisivo, di convegni, congressi e seminari, (…) spese per l’organizzazione di conferenze, periodiche generali e per aree geografiche dei direttori degli Iic e del personale addetto”. Sulla cultura italiana avranno infine anche un impatto i -38,758 mln di euro previsti per il ministero dell’Istruzione.

I ministeri avranno 30 giorni per proporre soluzioni alternative, senza però poter toccare “gli stanziamenti di conto capitale per finanziare spese correnti”: “Entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, su proposta dei Ministri competenti, potranno essere apportate, nel rispetto dell’invarianza dei saldi di finanza pubblica, variazioni compensative rispetto agli importi indicati nel citato elenco anche relative a missioni e programmi diversi. Resta precluso l’utilizzo degli stanziamenti di conto capitale per finanziare spese correnti”, si legge ancora all’articolo 13 del decreto legge. Nell’immediato la partita si sposta in Parlamento, che avrà 60 giorni per la conversione in legge del decreto, e non è escluso il consueto assalto alla diligenza da parte dei partiti.

Il decreto legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale

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