“Gli incarichi di direttori di istituti e luoghi della cultura conferiti a seguito delle procedure di selezione pubblica internazionale (…) possono essere rinnovati una sola volta per ulteriori quattro anni”. Lo stabilisce la “Manovra” del governo pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 24 aprile all’articolo 22, comma 7. La norma della Manovra si riferisce a quegli incarichi assegnati in base al decreto 31 maggio 2014 n° 83 e successive modificazioni.

Secondo il decreto del 2014, sono individuati “i poli museali e gli istituti della cultura statali di rilevante interesse nazionale che costituiscono uffici di livello dirigenziale”. I relativi incarichi “possono essere conferiti, con procedure di selezione pubblica, per una durata da tre a cinque anni, a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali”. I candidati devono essere “in possesso di una documentata esperienza di elevato livello nella gestione di istituti e luoghi della cultura”. Le conferme saranno effettuate “con decisione motivata sulla base di una valutazione positiva dei risultati ottenuti”.

A chi si rivolge la norma della Manovra

La disposizione contenuta nella Manovra del governo, riguarda molti musei e luoghi della cultura che già hanno un direttore individuato con procedura internazionale. Si va dalla Galleria Borghese di Roma alla Galleria degli Uffizi di Firenze, dal Museo di Capodimonte a Napoli alla Pinacoteca di Brera a Milano, dalla Reggia di Caserta al Complesso monumentale della Pilotta a Parma e molti altri. I primi scadranno nel 2019. Questa norma riguarderà anche il futuro direttore del neonato Parco archeologico del Colosseo (sulla cui istituzione pesa un ricorso al Tar di Roma Capitale). La vicenda ha animato in questi giorni un fitto botta e risposta tra il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, e la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

 

Ecco l’elenco degli istituti e luoghi della cultura interessati

Testo coordinato dell’articolo 14, comma 2bis, del Decreto 31 maggio 2014, n° 83