“Si riaccende oggi il dibattito su come contenere la presenza di turisti per evitare danni al patrimonio culturale. Un dibattito che prende subito il sapore della polemica con l’inevitabile sequela di banalità”. Lo scrive su facebook il vice sindaco della Capitale, Luca Bergamo. “Viceversa l’argomento è importante e merita un confronto serio. La pressione che affligge le nostre città è il prodotto di scelte concrete che sono state fatte per promuovere il turismo mordi e fuggi attorno al patrimonio culturale di maggior notorietà. Un tipo di turismo che genera parecchio PIL, ma distribuisce poca ricchezza, e che ha pesanti effetti collaterali sulla vivibilità dei luoghi. Oggi, quando diventa impossibile negare che i centri storici delle città d’arte sono soffocati dai turisti, gli stessi alfieri di quelle scelte miopi si fanno promotori di misure per contenere il tipo di turismo che hanno incentivato e che continuano ad incentivare. Così, senza farsi troppe domande, avanzano proposte: contatori, cancelli, tornelli, …”

“Non mi pare siano però sfiorati dal dubbio che forse il problema richieda soluzioni meno estemporanee e improvvisata. Magari servono politiche per incoraggiare un turismo sostenibile, fatto di persone che ritornano più volte perché hanno fatto una bella esperienza e non una maratona, più lento, un turismo che invece di concentrarsi in pochi luoghi si distribuisce grazie alle tante meraviglie che punteggiano il territorio delle nostre città e campagne?”

“La soluzione non sta nei tornelli – prosegue Bergamo – sta in una diversa impostazione delle politiche culturali e turistiche. I tornelli, i cancelli sono una cosa impensabile in luoghi dell’aggregazione e sono impraticabili – provate solo a immaginare l’effetto nelle vie circostanti di tornelli messi a Fontana di Trevi o Piazza del Pantheon. Di fronte all’emergenza aumenteremo la vigilanza, metteremo multe più salate, faremo più sensibilizzazione, ma il prevedibile aumento di turisti in arrivo dall’oriente ci chiama ad una nuova visione del turismo, radicata in una diversa visione del patrimonio culturale e della sua integrazione nella vita civile”.

“In tutto ciò che fa il Ministero? Suggerisce di mettere tornelli (o cose simili) ma, ci dice, “spetta ai Comuni decidere”. In parallelo decide però del destino di interi pezzi di città con scelte unilaterali, come nel caso dell’istituzione del parco archeologico del Colosseo e dei Fori, che risponde agli stessi criteri che generano il turismo mordi e fuggi che assale i monumenti di pregio”.

“Il ricorso presentato da Roma Capitale al Tar sta stimolando un confronto serio e non partigiano. Su posizioni simili a quelle illustrate da Virginia Raggi venerdì scorso, in questi giorni si sono espressi esponenti di diverse aree politiche (Montevecchi, Fassina, Giro, Tocci per citarne alcuni), studiosi e intellettuali rigorosi, organizzazioni diverse come Italia Nostra e il CODACONS e oggi anche la UIL che annuncia di aver anch’essa presentato un ricorso al TAR. Questo è già un successo, finalmente si parla sul serio, nel merito”.

“Servono riforme profonde e coraggiose, capaci di liberare l’immenso potenziale sociale ed economico che genera il patrimonio culturale se non separato dalla vita civile e culturale della città. Riforme necessarie per consentire a Roma di METTERE LA SUA UNICITA’ AL SERVIZIO DELLO SVILUPPO DEL PAESE. Noi ci siamo. Presentando il ricorso e ripetendo la proposta di creare una collaborazione tra istituzioni sul governo del patrimonio in tutta la città, lo dimostriamo. Speriamo che anche a via del Collegio Romano sia contagiato dalla voglia di confrontarsi”.

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