Dopo diverse relazioni e incontri con le autorità irachene, l’Unesco ha confermato la liberazione del sito archeologico di Hatra, situato nel Governatorato di Ninive in Iraq. Il direttore generale dell’Unesco, Irina Bokova, ha ribadito il suo sostegno al governo e al popolo iracheno e ha espresso la disponibilità dell’Unesco a contribuire a proteggere e a promuovere l’eredità irachena come forza per la coesione, la pace e la ripresa nazionale per il paese. “La liberazione dell’antica città di Hatra, patrimonio mondiale dell’Unesco, è una buona notizia per l’Iraq e non solo. Per due anni, Hatra è stato uno dei simboli della pulizia culturale che sta colpendo il Medio Oriente. La distruzione e il saccheggio dei resti della capitale del primo Regno arabo sono una perdita immensa per il popolo iracheno e per il mondo. La sua liberazione segna un punto di svolta positivo e apre la strada per garantire la sua protezione e la sua conservazione”, ha dichiarato il direttore generale.

“Gli estremisti violenti conoscono il potere che ha il patrimonio culturale nell’unire, riunire le persone e fornire loro orgoglio, fiducia e dignità: per questo mirano e distruggono il patrimonio. La sua tutela è diventata più che una questione culturale – è anche un tema di sicurezza e questo è lo spirito della recente risoluzione 2347 adottata all’unanimità dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 24 marzo; risoluzione – ha ricordato Bokova – che mette la cultura al centro degli sforzi internazionali per costruire la pace”

“La distruzione deliberata del patrimonio è un crimine di guerra e l’Unesco farà tutto il possibile per assicurare che questi crimini non restino impuniti. Invito tutte le parti a preservare questo patrimonio unico come condizione essenziale per la pace e per il futuro della regione”, ha aggiunto Bokova. Le relazioni preliminari confermano che Hatra ha subito ulteriori distruzioni da quando è stata presa nel 2015. Non appena le condizioni di sicurezza lo consentiranno, l’Unesco invierà, in collaborazione con il governo iracheno, una missione di valutazione rapida di emergenza per valutare meglio i danni e adottare misure di salvaguardia urgenti.

Incrocio di culture dall’alba dell’umanità, Hatra rappresenta uno dei siti più iconici dell’Iraq. Essa attesta la ricchezza e la diversità dell’identità irachena e araba. Nel III secolo A.C. fu un principato arabo fortificato che successivamente divenne la capitale del Regno. Esso comprendeva una grande città fortificata che resistette alle invasioni romane nel 116 e nel 198 D.C. grazie alle sue alte e spesse mura, rinforzate da torri. L’architettura di Hatra è caratterizzata da una miscela unica di stili ellenistici e romani, con elementi decorativi orientali come testimonianza della grandezza della civiltà irachena.

Nel 2015 la distruzione e il saccheggio dei suoi tesori hanno scatenato l’indignazione unanime e hanno rafforzato la mobilitazione internazionale a favore dei valori e del patrimonio che uniscono tutta l’umanità. Il 23 e 24 febbraio 2017, l’Unesco ha organizzato una Conferenza internazionale di coordinamento per la salvaguardia del patrimonio culturale nelle aree liberate dell’Iraq, che ha posto la base per un piano d’azione di emergenza e di medio termine per preservare il patrimonio culturale del paese.

 

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