La VII Commissione Cultura della Camera dei deputati si è riunita il 4 maggio per l’inizio dell’esame del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, la cosiddetta Manovrina. La relatrice Manuela Ghizzoni del PD ha illustrato la Manovra che opera “un intervento correttivo sui conti pubblici per il 2017 pari, in termini di indebitamento netto, ad una correzione di circa euro 3,1 miliardi, effettuata in parte preponderante sul lato delle entrate, per circa euro 2,8 miliardi, ed in parte residuale, per poco meno di euro 0,3 miliardi, sul lato della spesa”.

L’effetto migliorativo sui conti pubblici, ha spiegato la Ghizzoni, è “di circa 0,2 punti percentuali di Pil, con una conseguente riduzione, dal 2,3 al 2,1 per cento di Pil, dell’indebitamento netto atteso per il 2017. A tale intervento sono affiancati interventi di sostegno delle zone colpite dai recenti eventi sismici, disposizioni finalizzate a favorire gli investimenti e disposizioni concernenti gli enti territoriali”.

I tagli della Manovra al Mibact

Per il Mibact – ha spiegato la relatrice nel corso dell’illustrazione -, la riduzione è di euro 12,9 milioni (di cui predeterminati per legge euro 7,1 milioni), la cui gran parte riguarda la Missione Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali e paesaggistici (euro 9,6 milioni, di cui euro 5,5 milioni afferenti il programma Tutela del patrimonio culturale). Segnala che, al fine di assicurare alle amministrazioni la flessibilità gestionale nel corso dell’esercizio 2017, è comunque prevista, su proposta dei Ministri competenti, la rimodulazione delle riduzioni così disposte, nel rispetto dell’invarianza dei saldi di finanza pubblica e restando comunque precluso l’utilizzo degli stanziamenti di conto capitale per finanziare spese correnti.

A tale proposito, dalla discussione potrebbero giungere indicazioni utili ai Ministeri di competenza sulle rimodulazioni previste. Ghizzoni ha segnalato, peraltro, che l’articolo 11 comma 13, che consente la definizione agevolata delle controversie tributarie, prevede “che – qualora da tali previsioni dovessero risultare ulteriori introiti rispetto alle maggiori entrate previste – essi possono essere destinati in via residuale al reintegro – anche parziale – delle dotazioni finanziarie delle missioni e dei programmi di spesa dei Ministeri”.

Le norme sulla cultura

Le disposizioni in materia di cultura sono contenute nell’articolo 22, commi 6-8. In particolare, quelle del comma 6 sono dichiaratamente finalizzate a potenziare i sistemi museali cittadini e a promuovere l’interazione e la collaborazione fra gli istituti e i luoghi della cultura statali, regionali e degli enti locali.

Collaborazioni fino a 9 mesi nei musei autonomi

Nello specifico, si prevede che, fino al 31 dicembre 2018, ogni istituto o luogo della cultura di rilevante interesse nazionale dotato di autonomia speciale può avvalersi di competenze o servizi professionali nella gestione dei beni culturali, mediante il conferimento di incarichi individuali con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, per una durata non superiore a 9 mesi, entro i limiti di spesa di euro 200.000 per ciascuno degli anni 2017 e 2018.

A tal fine, ciascun istituto (o luogo della cultura) provvede con le risorse disponibili sul proprio bilancio. Lo stesso istituto (o luogo della cultura) assicura, inoltre, il rispetto degli obblighi in materia di pubblicità e trasparenza nelle diverse fasi della procedura. Al riguardo la relatrice ha segnalato che al secondo periodo si fa riferimento solo agli istituti culturali, mentre occorre includere anche i luoghi della cultura.

Incarichi di direttori rinnovabili una volta sola

Per le medesime finalità, il comma 7 dispone che gli incarichi di direttore di istituti e luoghi della cultura di rilevante interesse nazionale dotati di autonomia speciale, conferiti (per 4 anni) a seguito di procedure di selezione pubblica internazionale, possono essere rinnovati una sola volta, per ulteriori 4 anni, con decisione motivata sulla base di una valutazione positiva dei risultati ottenuti.

Due milioni al Teatro Eliseo

Infine, il comma 8 autorizza la spesa di euro 2 milioni per il 2017 in favore del Teatro Eliseo, per spese ordinarie e straordinarie, al fine di garantire la continuità delle attività del Teatro in occasione del centenario dalla sua fondazione come «Teatro Eliseo», avvenuta nel 1918. Si tratta di risorse ulteriori rispetto a quelle assegnate a valere sul FUS, che sono state pari, per il 2015, a euro 481.151 e, per il 2016, a euro 514.831, cui si sono aggiunti euro 250.000 per il progetto speciale Generazioni. Al relativo onere si provvede mediante versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una corrispondente quota delle somme derivanti dall’eventuale minor utilizzo degli stanziamenti destinati al credito di imposta per il cinema.

Ryder Cup Europe

L’articolo 63 prevede la concessione a favore di Ryder Cup Europe LLP della garanzia dello Stato per un ammontare fino a euro 97 milioni, per il periodo 2017-2027, ai fini della realizzazione del progetto Ryder Cup 2022, relativamente alla parte non coperta dai contributi dello Stato (che sono pari a euro 5,4 milioni annui dal 2017 al 2027, stanziati dalla legge di bilancio 2017) e non già garantiti dalla garanzia fideiussoria rilasciata dall’Istituto per il Credito sportivo. La relazione illustrativa rinviene il carattere di straordinaria necessità ed urgenza di tale disposizione nel fatto che l’ultima proroga concessa all’Italia dall’organizzatore della manifestazione golfistica (Ryder Cup Europe) è subordinata all’ottenimento, entro il mese di aprile 2017, della garanzia statale da parte della Federazione italiana golf (FIG), a pena della risoluzione del contratto sottoscritto tra la FIG e la stessa Ryder Cup Europe.

In ogni caso, la garanzia dello Stato non potrà coprire i costi relativi agli interventi su infrastrutture private, compresi i campi da golf, né alcun altro costo sostenuto da soggetti diversi dalla FIG. Le modalità di operatività della garanzia dello Stato devono essere definite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, mentre la FIG deve presentare annualmente alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al MEF una relazione sulle attività svolte, accompagnata da un’analitica rendicontazione dell’utilizzo dei contributi erogati dallo Stato.

 

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