La caduta di una teca dell’Antiquarium di Pompei e la conseguente rottura di alcuni unguentari è da ascriversi “ad un evento imprevisto ed imprevedibile”, quindi non possono essere rivolte al sito di Pompei “accuse di incuria e mancata sorveglianza”. Comunque l’incidente “non ha provocato un grave danneggiamento”. Così il sottosegretario ai Beni culturali, Antimo Cesaro, ha risposto all’interrogazione della senatrice Michela Montevecchi (M5S) che nei giorni scorsi aveva chiesto al ministro Dario Franceschini “se intenda avviare le opportune verifiche, al fine di ricostruire la dinamica dell’evento dannoso ed individuare le eventuali responsabilità” e “se non ritenga necessario aumentare il servizio di sorveglianza, al fine di tutelare al meglio l’immenso patrimonio contenuto nel sito di Pompei”. La caduta della teca, ha ricordato Cesaro, si è verificata durante la notte del 18 dicembre 2016 e sono state prontamente effettuate delle verifiche, le quali hanno accertato che un ripiano di vetro dell’espositore a muro della sala nord, a causa dell’indebolimento di un tassello di fissaggio, si è inclinato verso il basso provocando lo scivolamento di un piccolo reperto ivi esposto, il quale, cadendo sul ripiano sottostante, si è scheggiato ed ha causato la rottura di altri reperti.

Il 19 dicembre 2016, ha riferito il sottosegretario, i custodi che si sono accorti dell’accaduto hanno provveduto ad avvisare i funzionari responsabili, i quali sono prontamente intervenuti e hanno coinvolto i consegnatari dei reperti per provvedere all’immediata constatazione dei danni nonché al restauro dei reperti danneggiati. E’ stato quindi revisionato l’espositore, con l’aggiunta precauzionale di ulteriori supporti ai ripiani e, soprattutto, con il rinforzo di tutti gli ancoraggi attraverso tasselli con guaine espansive, tanto che già nel pomeriggio dello stesso giorno è stato possibile riaprire la sala con la ricollocazione dei reperti restaurati.

Per Cesaro “la causa del piccolo cedimento è da ascrivere ad un evento imprevisto ed imprevedibile, probabilmente legato anche alla qualità del pannello espositivo, atteso che i pannelli risalgono ad un allestimento precedente e sono stati recuperati, nell’ottica del contenimento della spesa pubblica, per il nuovo allestimento relativo alla mostra “Il corpo del reato”. Il sottosegretario ha quindi negato “che si sia verificato un grave danneggiamento, né che possano essere rivolte al sito di Pompei accuse di incuria e mancata sorveglianza”.

Nella sua replica, Montevecchi si è dichiarata soddisfatta della risposta e si è rallegrata per il recupero di tutti i reperti, ritenendo comunque opportuno che venga assicurato maggiore zelo quando si interviene su reperti di valore archeologico.

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