Colosseo di roma“Si può contestare tutto, ma non si possono sparare balle. Ho già detto e ripeto che, come già avveniva anche prima, l’80% degli incassi del Parco archeologico del Colosseo e dei Fori resta su Roma e il 20% va a un fondo di solidarietà nazionale per cui i grandi musei che fanno molti incassi aiutano a vivere quelli più piccoli che non ce la farebbero da soli, sia a Roma che in tutta Italia”. Lo ha detto il Ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, intervistato da Lucia Annunziata nel corso della trasmissione “In 1/2 ora” su Raitre. “A Roma – aggiunge Franceschini – è stato fatto semplicemente quello che in tappe diverse abbiamo fatto in tutta Italia. I musei e i parchi archeologici non esistevano, erano uffici delle sovrintendenze, non avevano bilanci. Non tenevano gli incassi, che andavano tutti al Tesoro, mentre noi abbiamo dato loro autonomia, abbiamo scelto direttori, come si farà per il Colosseo, attraverso una selezione internazionale. Come quella – precisa Franceschini – che ha portato i direttori stranieri o italiani a dirigere gli Uffizi, Brera, Capodimonte, Pompei e la Reggia di Caserta. Mi pare che i risultati si vedano e siano riconosciuti in Italia e in tutto il mondo. Non è contestabile che la Reggia di Caserta e Pompei vadano molto meglio rispetto a tre anni fa. Per il Colosseo abbiamo fatto la stessa identica cosa: prima era un pezzo della Soprintendenza di Roma, adesso diventa un parco archeologico del Colosseo e dei Fori, il più importante del mondo. Abbiamo già bandito la selezione internazionale e hanno fatto domanda già più di 80 persone, ci sarà una commissione assolutamente neutrale fatta di esperti stranieri e italiani che sceglierà. Quindi gli si darà autonomia, come avviene nel resto d’Italia”.

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