Umbria-Jazz-PerugiaLa commissione Cultura della Camera ha licenziato il testo della proposta di legge, a prima firma Marina Sereni, che prevede il sostegno e la valorizzazione del Festival Umbria Jazz attraverso un contributo di un milione di euro a decorrere dal 2017. La VII ha dato anche mandato alla deputata Pd Anna Ascani a riferire favorevolmente in aula (la discussione in Assemblea è prevista al momento per il mese di giugno). La presidentessa Flavia Piccoli Nardelli ha informato la commissione di aver ricevuto dalla Bilancio il parere favorevole ma con una condizione volta a garantire il rispetto dell’articolo 81 della Costituzione. Piccoli Nardelli ha presentato quindi un emendamento, a sua firma, interamente sostitutivo del testo in discussione e approvato dalla Commissione.

La Bilancio

In Commissione Bilancio della Camera il viceministro Enrico Morando, a nome del governo, aveva chiesto una correzione dei riferimenti del Fondo a cui attingere per la copertura delle risorse destinate all’Umbria Jazz. Morando aveva fatto presente che “le risorse del Fondo unico per lo spettacolo utilizzate a copertura degli oneri derivanti dal presente provvedimento sono da intendersi esclusivamente quelle di parte corrente, iscritte nella missione 21 ‘tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali e paesaggistici’, programma 2 ‘Sostegno, valorizzazione e tutela del settore dello spettacolo dal vivo’, poiché le risorse di conto capitale allocate sul Fondo medesimo, iscritte nel programma ‘Sostegno, valorizzazione e tutela del settore cinema e audiovisivo’, a decorrere dal 2017, risultano interamente finalizzate al Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, di cui all’articolo 13 della legge n. 220 del 2016, recante ‘Disciplina del cinema e dell’audiovisivo’”.

E che “le risorse di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto-legge n. 34 del 2011, previste a copertura degli oneri di cui alla presente proposta di legge, sono confluite nella dotazione complessiva del Fondo unico per lo spettacolo di cui all’articolo 1 della legge 30 aprile 1985, n. 163, che è suscettibile di rimodulazione con legge di bilancio”. Pertanto è “necessario imputare la copertura dei predetti oneri direttamente alle risorse di parte corrente del citato Fondo unico per lo spettacolo, anziché all’autorizzazione di spesa di cui al menzionato articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto-legge n. 34 del 2011”.

Il nuovo testo della legge

La proposta di legge è stata presentata alla Camera in prima lettura il 18 ottobre 2016, e ha iniziato l’esame in commissione il 9 febbraio 2017. Presentata dai deputati Sereni, Ascani, Ciprini, Galgano, Gallinella, Giulietti, Laffranco e Verini, risulta così corretta alla luce dell’emendamento di Piccoli Nardelli approvato dalla Commissione VII:

1. All’articolo 2, comma 1, della legge 20 dicembre 2012, n. 238, le parole: «e della Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura per la realizzazione del Romaeuropa Festival» sono sostitute dalle seguenti: «, della Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura per la realizzazione del Romaeuropa Festival e della Fondazione di partecipazione Umbria Jazz».
1-bis. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, pari a un milione di euro annui a decorrere dall’anno 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse di parte corrente del Fondo unico per lo spettacolo di cui all’articolo 1 della legge 30 aprile 1985, n. 163.
1-ter. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

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Il testo della LEGGE 20 dicembre 2012, n. 238

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