Diffondere di nuovo l’immagine dell’Umbria come luogo sicuro e bello da visitare. E’ questo “il messaggio positivo” lanciato dall’inaugurazione della mostra fotografica ‘In volo sull’Umbria’ e affidato all’introduzione della vicepresidente della Camera e deputata umbra del Pd Marina Sereni, ispiratrice e determinata sostenitrice dell’iniziativa. L’esposizione racconta attraverso 40 immagini del fotografo umbro Paolo Ficola la bellezza fatta di borghi, storia, cultura, misticismo, natura, che oggi, anche dopo il sisma di agosto e ottobre 2016, resta uno dei caratteri principali dell’identità e dell’immagine dell’Umbria in Italia e nel mondo.

“Una dichiarazione d’amore per la mia terra – ha detto Marina Sereni – e il tentativo di dare un messaggio positivo: ci sono i problemi, ci sono i danni, ma ci sono anche delle idee nuove, dei fatti positivi, ci sono degli operatori ‘stracoraggiosi’ che si stanno inventando idee e investimenti e che vogliono rendere l’Umbria di nuovo un luogo sicuro e bello da visitare”.

Le foto scattate da un aereo sono il frutto di tantissime ore di lavoro. Migliaia di scatti che danno l’idea di che cosa è l’Umbria e di che cosa tornerà ad essere nei circuiti turistici. Al termine della mostra, il 23 giugno, le foto verranno messe in vendita e l’intero ricavato sarà destinato a restaurare una delle opere danneggiate dal terremoto. La mostra, ospitata presso la Biblioteca della Camera dei deputati (Via del Seminario, 76), è aperta dal 26 maggio al 23 giugno 2017. Dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18, sabato dalle 10 alle 12.

Le ragioni della mostra

Poco tempo dopo il terremoto “abbiamo ascoltato un grido di dolore da tutti i sindaci dell’Umbria e da molti operatori del settore turistico che ci segnalavano la caduta drastica delle presenze turistiche, anche in luoghi distanti dal cratere del sisma”, ha spiegato Sereni. I numeri erano chiarissimi: il terremoto aveva reso l’Umbria un tutt’uno. “Nel bene, perché c’era stato uno scatto di solidarietà verso le zone colpite. Ma anche nel male, perché l’Umbria nella sua interezza era diventata un luogo devastato dal terremoto. Bisognava reagire”.

La sfida più grande

Il “taglio del nastro” della mostra è stato affidato al ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, che ha ricordato come “la ricostruzione dov’era e com’era” sia “una grande sfida per il paese. Queste foto dimostrano la bellezza di quei borghi. È difficile, richiede tempo richiede risorse, ma è questa la grande sfida”. E la sfida più immediata “è rompere la barriera di timore, certo ingiustificata. Ma le barriere psicologiche sono le più difficili da sconfiggere”.

Norcia, che è stata l’epicentro del terremoto del 30 ottobre 2016, “dimostra che gli interventi dopo il terremoto del 1997 hanno salvato gran parte del centro storico. Quindi è possibile spiegare ai viaggiatori di tutto il mondo che la ricostruzione introdurrà anche criteri di antisismicità che possono ulteriormente tranquillizzare”. Per queste ragioni, “abbiamo chiesto all’Enit di finalizzare la promozione all’estero sulle aree delle regioni colpite dal terremoto”.

Prima delle scosse, ha ricordato il ministro, “avevamo deciso che il 2017 fosse ‘l’anno dei borghi’. Sapendo che questa è la forza del sistema paese, l’unicità di identità, di tradizione, di sapere, di conoscenza, di bellezza, di ciascuno di questi luoghi. Valorizzarli è diventata anche un’esigenza rispetto alle politiche strategiche del Paese. Ognuno di questi borghi, portato in Arizona, farebbe 10 milioni di visitatori all’anno”. Si tratta quindi della valorizzazione dell’Italia come museo diffuso, della valorizzazione dei borghi come luoghi in cui si mantiene la vera identità italiana. “In questi luoghi si offre ai viaggiatori quello che i turisti oggi si aspettano: che non è solo vedere qualcosa, ma vivere un’esperienza”.

Questa della ricostruzione dei borghi “è la sfida che attraversa l’Appennino, l’Umbria. Ma questa è una grande sfida non solo per l’Umbria ma per il Paese intero. E dobbiamo vincerla”.

 

Galleria fotografica:

Rispondi