Federica Galloni Futuro Periferie CerimantInvestire in cultura, una cultura concreta che non sia solo una voce di spesa ma che sia in grado di generare delle economie concrete sul territorio, per superare le disuguaglianze e migliorare la qualità della vita. Ma anche, a normativa vigente, abilitare le pubbliche amministrazioni ad aprirsi a nuovi processi partecipativi. Ascoltando anche le associazioni che a vario titolo lavorano sul territorio. Sono le linee guida che Federica Galloni, direttore generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane del Mibact, ha dato aprendo i lavori del convegno “Futuro Periferie. La cultura rigenera” organizzato a Roma nel complesso dell’ex Cerimant a Tor Sapienza.

Il Mibact ha scelto di puntare molto su questa area nella periferia Est di Roma con l’obiettivo di realizzare qui un Polo della creatività contemporanea, invertendo il percorso classico delle periferie che vanno verso il centro. Nel mettere in pratica le indicazioni dell’Europa, il Mibact – ha spiegato Federica Galloni – vuole leggere “i propri paesaggi urbani come veri e propri centri di creatività contemporanea. Il nostro paese non è secondo a nessuno: abbiamo un patrimonio immateriale talmente vasto e diversificato che può contribuire in modo concreto a una ripresa economica che metta al centro il superamento delle diseguaglianze sociali e il miglioramento della vita di tutti i cittadini”.

Ma “i processi di rigenerazione sono sempre plurali e complessi e mai uguali tra loro. Perciò è necessario affrontarli con un approccio integrato fra le diverse istituzioni”. È anche per questo che la Direzione generale del ministero, ha detto Galloni, “ha voluto condividere il percorso che ha portato a questo convegno sia con coloro che sono più coinvolti nei processi di pianificazione (Mit, Conferenza Regioni, Anci), ma anche con quella rete di portatori di interessi che concorrono ai processi di rigenerazione (Università, Associazioni, Onlus)”.

In questi due anni di vita, la Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane (fortemente voluta dal ministro Dario Franceschini) ha voluto investire su tre linee si azione: conoscere, attivare, agire. Federica Galloni, nella sua introduzione, ha ricordato vari progetti portati avanti in applicazione di queste linee. A cominciare dal progetto nazionale ‘Scuola, spazio aperto alla cultura’ che ha richiesto un investimento di tre milioni di euro. “Sono state coinvolte 173 scuole di periferie sul territorio nazionale. Le scuole, dietro piccoli interventi manutentivi sostenuti dalla Direzione generale, si sono aperte alla comunità di riferimento con progetti di carattere artistico e culturale. Le scuole per la loro stessa natura garantiscono un intervento diffuso sul territorio nazionale”. Ma anche il Concorso pubblico insieme al Consiglio nazionale degli architetti. Sono state selezionate dieci aree periferiche su segnalazione dei Comuni interessati e che hanno beneficiato di interventi di riqualificazioni.

Che cosa diverrà il Cerimant?

Il Cerimant di Tor Sapienza diverrà un centro dedicato alla promozione e al sostegno della creatività contemporanea che sorgerà alla periferia di Roma, sulla via Prenestina: un progetto metropolitano destinato a riequilibrare l’offerta culturale della città sull’insieme del suo territorio, sull’esempio di analoghe esperienze sviluppatesi in Europa a partire dai primi anni 2000 come il Centquatre a Parigi, La Friche di Marsiglia, il Matadero di Madrid e il Radialsystem V a Berlino.

Il progetto prevede il recupero di un complesso militare vastissimo (la ex CERIMANT – Centro Rifornimenti e Mantenimento) situato tra Tor Sapienza e il Grande Raccordo Anulare, assegnato al MiBACT con il protocollo sottoscritto il 7 giugno 2017 con il Ministero della Difesa e l’Agenzia del Demanio.

Qui sorgerà un cantiere culturale e creativo, un laboratorio per la formazione, la sperimentazione, la produzione in ogni settore artistico: dalla musica al cinema, dalle arti visive alla danza, dal design alla moda. Uno spazio dove non solo i cittadini potranno assistere a mostre e spettacoli, ma soprattutto un luogo di opportunità concreta per il sostegno ai talenti, capace di far interagire gli artisti con il mondo della produzione culturale e con la vita della città.
La prima fase del progetto è finanziata con 40 milioni di fondi CIPE.

L’area interessata

L’area prevista per l’insediamento è un complesso di circa 330.000 mq, con spazi aperti e manufatti militari di architettura industriale un tempo destinati a deposito e magazzino. Il complesso, denominato 8° Cerimant, era un centro di ricezione e smistamento di forniture per l’Esercito, collegato tramite binari alle stazioni Termini e Tiburtina.

La collocazione urbanistica del luogo incarna una delle priorità delle politiche del MiBACT: portare il “centro” nelle periferie attraverso attività culturali di livello internazionale.

Il progetto architettonico risponderà alle esigenze del programma culturale prevedendo sia spazi di fruizione – sale espositive, teatri, cinema, caffetteria, ristoranti, spazi commerciali – sia ambienti di lavoro e produzione: laboratori tecnici, atelier, spazi per il co-working, sale di registrazione, luoghi di studio e ricerca. La progettazione privilegerà il recupero delle strutture esistenti – in particolare i sette capannoni progettati dalla scuola di Pier Luigi Nervi – per riconvertirne la destinazione nel rispetto dell’estetica del luogo.

 

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