“Oltre tre anni fa i musei erano uffici delle sovrintendenze guidate da un funzionario – senza un bilancio, uno statuto o autonomia contabile – diretti da sovrintendenze che puntavano sulla tutela delle opere e non sulla loro valorizzazione. Ora il turismo è un’esperienza, chi viene in Italia vuole vivere all’italiana, e la stessa cosa accade con i musei: chi entra in un museo vuole vivere un’esperienza, quindi ben vengano laboratori, nuove tecnologie, bar e giardini dove fermarsi a leggere. Investire in valorizzazione non va a scapito della tutela, il Louvre non si vergogna di guadagnare da gadget perché con quei soldi fa tutela e acquista opere d’arte”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, nel corso del suo intervento alla giornata di studi “Arte della Vetrina. L’innovazione tecnologica per la conservazione e la comunicazione museale”, patrocinata dal Mibact e organizzata attraverso la collaborazione tra il CNR, autore di un volume che espone lo stato dell’arte in questo campo, la Goppion, azienda italiana leader da oltre venticinque anni nel settore della museum industry mondiale, e l’Associazione Civita.

La riforma portata avanti dal ministro dei Beni culturali ha reso autonomi dal punto di vista organizzativo, contabile e scientifico ben 32 musei su tutto il territorio, “anzi 31 e mezzo visto il ricorso sul Parco archeologico Colosseo”, ha ricordato Franceschini, “e i risultati stanno arrivando”. E sul ricorso, fanno sapere dal Mibact, si attende una risposta da parte del Consiglio di Stato tra il 15 e il 20 luglio.

“Le vetrine sono una parte del cambiamento che in un lavoro di oltre tre anni abbiamo cercato di portare nei musei italiani, con le difficoltà e i problemi che abbiamo visto. L’Italia non può non valorizzare il suo immenso patrimonio come strumento di crescita. Ormai milioni di persone vogliono venire in Italia, da qui il problema del sovraffollamento in alcune città. Bisogna quindi lavorare per valorizzare tutto il resto, come i 4.500 (tra musei, gallerie, collezioni e parchi archeologici, ndr) diffusi sul territorio, i borghi e le 100 città d’arte: valorizzare è una necessità”.

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