“C’è un provvedimento legislativo” sulle imprese culturali “che ha già esaurito il suo iter in commissione e che in maniera molto scarna introduce questa novità. Noi lo intendiamo come un inizio, il veicolo attraverso cui mettere mano a una più cospicua produzione normativa che consenta non solo gli operatori ma a tutte le istituzioni, a partire dagli enti locali, di avere un quadro di riferimento, e anche di servirsi costantemente di chi le esperienze le ha fatte e sa come muoversi”. Lo ha dichiarato ad AgCult l’ex assessore alla cultura di Roma, Umberto Croppi, a margine della conferenza “La cultura fa impresa” organizzata a L’Aquila da Federculture, Agis, Alleanza delle cooperative italiane e Forum Terzo Settore. “A volte il legislatore – spiega – è infatti sganciato da chi ha effettivamente studiato e ha vissuto sulla propria pelle queste esperienze”.

“Questa – sottolinea Croppi – è una fase molto delicata in Italia, in primis per gli interventi del ministro Franceschini, che sta ridisegnando il quadro della gestione dei beni culturali; poi per il fatto che nell’ultimo ventennio sono nate una serie di realtà sia pubbliche sia private o ibride, che si configurano come imprese culturali. Manca però ancora un quadro normativo e una cultura, per cui il primo aspetto importante di questo incontro è quello di mettersi a confronto dal momento che mancano luoghi istituzionali di discussione”. Altro aspetto importante è “fare in modo che – in una fase delicatissima in cui per la prima volta si sta per legiferare seppur con un provvedimento molto scarno che introduce nel lessico istituzionale italiano il termine di impresa culturale e creativa – questa novità non sia una cosa fatta tanto per fare, ma corrisponda alle esigenze e alle realtà che si stanno formando nel nostro paese. Nonostante il primato che abbiamo in termini di patrimoni ma anche di produzione culturale, arriviamo sempre un po’ in ritardo rispetto agli altri paesi. Quella di oggi è quindi un’iniziativa tempestiva che giunge in un momento in cui si sta decidendo. Se troveremo dunque l’ascolto che speriamo, sarà l’inizio di una nuova stagione importante per tutti quelli che operano nella cultura nel nostro paese”.

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