Il recupero dello Stadio Flaminio di Roma – progettato dall’architetto Nervi e di proprietà del Comune – è stato al centro dell’interrogazione presentata in commissione Cultura della Camera da Marco Di Stefano (Pd). Per il governo ha risposto il sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi, che ha innanzitutto condiviso l’appello del deputato dem per un “urgente recupero dello stadio dall’annosa e deplorevole situazione di degrado”. Un impianto, ha sottolineato, “tra i più importanti esempi della nostra architettura del secolo scorso” e “si caratterizza per una qualità progettuale, tecnica ed esecutiva di altissimo livello, ed è inserito in un contesto paesaggistico-ambientale tra i più pregevoli” della Capitale.

L’interrogazione di Di Stefano

Il deputato chiede se il Governo non ritenga necessario assumere iniziative, per quanto di competenza, per il recupero “non solo di un monumento simbolo di una Roma passata, ma anche di una importante ed utile struttura sportiva per la città”. Di Stefano ricorda infatti che ai sensi e per gli effetti dell’articolo 10 del codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004, lo stadio Flaminio è un bene di interesse artistico e storico e che lo stesso ancora oggi risulta essere il secondo stadio per capienza della Capitale e il più capiente tra quelli privi di pista d’atletica.

La struttura, inutilizzata dal 2011, versa però attualmente in uno stato di “vergognoso degrado” e secondo due periti del tribunale di Roma, a cui il comune di Roma si è rivolto perché quantificasse i danni causati dall’assenza di manutenzione, “basterebbero circa sei milioni di euro per riqualificare la struttura”.

La risposta del governo

Il sottosegretario ha ricordato nel corso del suo intervento in commissione Cultura l’esistenza dell’Associazione no-profit (l’Associazione ‘Pier Luigi Nervi Project’), diretta dal nipote del progettista che, oltre a contribuire alla conoscenza scientifica e allo studio delle sue opere, ha tra i propri compiti anche quello di focalizzare l’attenzione sulla conservazione ed il recupero delle strutture di Nervi; in questo senso, un’iniziativa di sensibilizzazione è già stata condotta dall’Associazione nel 2013 per la salvaguardia delle Cartiere Burgo di Mantova.

Inoltre nei primi mesi di quest’anno, il Comune di Roma, proprietario dell’immobile, in accordo con il Coni e la Federazione italiana rugby (FIR) “avrebbe presentato domanda di partecipazione al bando annuale della Getty Foundation, denominato ‘Keeping it modern’. Il bando è volto proprio a premiare, con specifici finanziamenti, progetti per la salvaguardia delle architetture di qualità del Novecento sparse nel mondo. Nell’ipotesi in cui la proposta del Comune di Roma venisse positivamente valutata – spiega Toccafondi – l’importo del finanziamento previsto nel bando, potrebbe coprire, almeno in parte, i 15 milioni di euro considerati necessari per l’integrale recupero della struttura”.

Il progetto presentato, riporta il sottosegretario, “avrebbe ottenuto anche l’avallo degli eredi della famiglia Nervi, in quanto rispettoso della concezione originaria dei due progettisti: Pier Luigi e Antonio”.

Toccafondi auspica quindi che “l’iniziativa possa andare in porto e condurre effettivamente ad un recupero integrale e rispettoso del bene, attribuendogli nuovi usi e funzioni e facendo contestualmente cessare il grave stato di degrado che, ormai da anni purtroppo, lo caratterizza. A tale proposito questo ministero, attraverso la competente Direzione generale Arte e architettura contemporanee e periferie urbane, ha offerto sin d’ora la piena disponibilità a dare il proprio contributo tecnico-scientifico per il recupero di un’opera fondamentale dell’architettura moderna”.

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