Il mondo del circo si mobilita e scende in piazza per difendere il proprio diritto all’esistenza e alla libertà di espressione artistica. L’appuntamento è per martedì prossimo 18 luglio alle 15 a Piazza della Rotonda a Roma per avere risposte su temi urgenti e decisivi per il settore, come la mancanza di aree attrezzate comunali e i finanziamenti largamente al di sotto del limite minimo della decenza. Le richieste dell’Ente Nazionale Circhi avanzate al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, sottolinea infatti una nota, “non hanno avuto ancora una risposta”. Ma in primo luogo la protesta del Circo “è indirizzata all’imminente votazione del Ddl n. 2287-bis (atteso in Aula al Senato) che prevede la ‘graduale eliminazione dell’utilizzo degli animali nello svolgimento delle attività circensi’. Se questo scenario si dovesse concretizzare ci sarebbero due gravi conseguenze per gli animali e per il mondo del circo italiano”.

Nel primo caso “sono meno di 2000 gli animali presenti, oggi, nei circhi italiani. Studi scientifici – mai presi in considerazione dai politici italiani e dai media – spiegano che l’allontanamento dal circo dell’animale nato in cattività e vissuto a stretto contatto con l’uomo sarebbe disastroso: a rischio il crollo fisico e psicologico dell’animale che in alcuni casi porta anche alla morte”. Per quanto riguarda il mondo del circo “se dovesse passare la legge, l’eliminazione degli animali nello svolgimento delle attività circensi porterebbe alla fine della tradizione del circo italiano, che nell’arte della pista fa scuola nel mondo da secoli e primeggia nei festival internazionali del settore, ottenendo i massimi riconoscimenti proprio nelle discipline dell’ammaestramento. Allo spettacolo italiano verrà meno un volume d’affari di 15 milioni di euro l’anno e migliaia di posti di lavoro verranno persi”.

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