Scongiurare il pericolo di estinzione della Fondazione Luigi Einaudi, avviato dalla Prefettura di Roma e avviare delle azioni conoscitive per conoscere le reali ragioni che avrebbero spinto la Prefettura di Roma ad attivare il procedimento. Lo chiedono, con un’interrogazione a risposta orale ai Ministri dell’interno e dei beni e delle attività culturali e del turismo, i senatori Patrizia Bisinella (prima firmataria), Vincenzo D’Anna, Vincenzo Gibiino, Raffaella Bellot ed Emanuela Munerato. “Da autorevoli fonti di stampa – si legge nel documento – si apprende che la Prefettura di Roma avrebbe avviato un procedimento teso alla dichiarazione di estinzione della Fondazione Luigi Einaudi. I funzionari delegati dalla Prefettura di Roma, verificando la situazione economico-patrimoniale dell’ente in relazione ai bilanci consuntivi degli esercizi che vanno dal 2012 al 2016, non avrebbero ritenuto il patrimonio sufficiente alla prosecuzione della vita della Fondazione, in particolare constatando che ‘i fondi archivistici della fondazione, che rappresentano il suo unico effettivo patrimonio, non paiono poter offrire adeguate garanzie ai creditori’. Si evince tuttavia chiaramente dalle motivazioni emanate dal collegio ispettivo nominato dal Prefetto di Roma che ‘il bilancio 2016 registra un’inversione di tendenza rispetto alla gravissima situazione economico-patrimoniale accertata a fine 2015’, confermando implicitamente come la nuova gestione della Fondazione abbia effettivamente avuto un ruolo determinante a sostegno del piano di risanamento”. Secondo i senatori interroganti “risulterebbe, quindi, che le valutazioni della Prefettura di Roma, al fine dell’avvio del procedimento di estinzione, si siano incentrate solo su questioni di carattere economico-finanziario, peraltro condotte su affermazioni apodittiche, omettendo di evidenziare come il nuovo assetto di vertice della Fondazione abbia riavviato virtuosamente le richieste di contribuzione al Ministero dei beni culturali che, con grave colpa, non erano state coltivate dal precedente consiglio di amministrazione, guarda caso composto dai medesimi soggetti che avrebbero stimolato la Prefettura di Roma ad avviare il citato procedimento”. La Fondazione, si legge nell’interrogazione, “fin dagli inizi, abbia dato un grande impulso non solo alla cultura liberale, ma ha anche profuso notevoli energie in altri ambiti e campi di studi e ricerche, prendendo spunto proprio dai numerosi interessi che hanno costellato l’operato di Luigi Einaudi, studioso e statista insigne; infatti, la Fondazione ha svolto sempre un ruolo di primo piano nel dibattito sui moderni sviluppi della teoria economica, per la diffusione in Italia della scuola e della formazione, attraverso la pluridecennale opera delle Scuole di liberalismo, promuovendo convegni, mostre, occasioni di confronto, nonché producendo numerose pubblicazioni e presentazioni di ricerche di straordinario interesse”. Gli interroganti concludono chiedendo “se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza del procedimento di estinzione della Fondazione Luigi Einaudi, avviato dalla Prefettura di Roma; quali iniziative intendano assumere, ognuno per le proprie competenze, al fine di scongiurare il pericolo che una istituzione tanto prestigiosa, e così importante per il nostro Paese, rischi veramente l’estinzione, con gli inevitabili contraccolpi che ridonderebbero negativamente sulla cultura italiana; se non ritengano opportuno, ognuno per le proprie competenze, avviare delle azioni conoscitive, onde far emergere l’insussistenza delle criticità illustrate, anche sopravvenuta dopo le assicurazioni e gli atti messi in moto dall’attuale vertice della Fondazione al fine di scongiurare il drammatico evento, e per conoscere le reali ragioni che avrebbero spinto la Prefettura di Roma ad attivare il procedimento”.

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