La cultura? È fondamentale per il rilancio de L’Aquila. La ricostruzione del centro storico? Andiamo avanti, ma moltissimo c’è ancora da fare. Le risorse promesse? Putin ha onorato tutti gli impegni, Obama nessuno. Pierluigi Biondi è Sindaco de L’Aquila da poco meno di un mese. Eletto a capo di una coalizione di centrodestra, già sindaco del piccolo centro di Villa Sant’Angelo, succede a Massimo Cialente, primo cittadino durante il terremoto del 2009 e negli anni successivi di gestione post-sisma. “Voglio vedere la mia città svilupparsi secondo una programmazione – dice nel corso di una intervista con AgCult -, senza irrazionalità. Bisogna recuperare la visione di città e non una somma di pezzetti, messi uno accanto all’altro”.

Il tema centrale del suo mandato, naturalmente, sarà la ricostruzione. Come procede? “Qui ci sono tantissimi beni artistici e stiamo lavorando con attenzione perché qui c’è stata una suddivisione tra enti attuatori. Abbiamo molto da fare – spiega -, il centro storico è per larghissima parte vincolato, compreso il Castello Cinquecentesco. Poi c’è il patrimonio della Chiesa e anche quello è un problema: alcuni edifici sono stati ristrutturati mentre altri, come Collemaggio, vedranno la fine dei lavori a dicembre”. Per quanto riguarda le donazioni Biondi chiarisce: “Molti finanziamenti sono arrivati tramite donazioni private. Tra gli Stati esteri che avevano promesso fondi la Federazione Russa ha onorato tutti gli impegni, mentre gli Usa nonostante tutte le promesse di Obama non hanno dato nulla. Altre risorse sono arrivate dalla Francia che ha concentrato gli interventi per il recupero della Chiesa delle Anime Sante, dal Kazakhistan, dalla Germania che ha finanziato il piano di ricostruzione di Onna”.

A proposito di fondi per la ricostruzione, Biondi parla anche della misura “ArtBonus”, voluta dal Mibact: “È uno strumento assolutamente valido, proprio in questi giorni è stato oggetto di un incontro con la Soprintendenza. Serve un lavoro intelligente, perché la misura, soprattutto vedendo gli sgravi fiscali che garantisce al donatore, è attraente”.

Da un lato la ricostruzione materiale, dall’altro la ricostruzione “culturale” di una città. “È un percorso fondamentale – dice Biondi – per tre motivi. Il primo, la cultura permette il rafforzamento dell’identità locale, soprattutto guardando alle nuove generazioni che sono cresciute senza simboli. Noi avevamo punti di riferimento importanti, come ad esempio il passeggio dei portici, loro no perché oggi è tutto chiuso. Ecco, noi dobbiamo far riscoprire l’identità culturale, perché solo così i ragazzi potranno avere attaccamento alla città e si eviterà lo spopolamento. Il secondo: la cultura ha un compito generale di emancipazione sociale. La fruibilità della cultura consente l’elevazione complessiva della società. Da questo punto di vista L’Aquila faceva scuola, la sua cultura non aveva barriere, era aperta a tutti, come mostravano ad esempio i riti collettivi cittadini. Il terzo: la promozione esterna. Dal punto di vista del rilancio turistico cittadino bisognerà valorizzare i beni vincolati, quelli architettonici, artistici e paesaggistici”.

Cultura è anche “profondità storica” degli eventi e delle ricorrenze. “Partiamo da quello che abbiamo – sottolinea il Sindaco Biondi -, cioè la Perdonanza Celestiniana. È una festa poco valorizzata, la cui rievocazione ha ormai dei tratti sagreschi. Non va bene, qui siamo in presenza del primo Giubileo della storia. Per quest’anno purtroppo si dovrà procedere ancora secondo i vecchi canoni, ma dall’anno prossimo si cambia. La Perdonanza deve recuperare il suo tratto originario, sia sacro che profano, ma non con fantasiose ricostruzioni fatte da Comitati che non hanno attenzione sul tratto originario della ricorrenza. Per altri eventi penso alla rievocazione della Battaglia di Bazzano del 2 giugno 1424, quando L’Aquila ha spezzato l’assedio di Braccio da Montone e al Festival del Jazz, un altro evento molto importante. In generale – spiega Biondi – bisogna lavorare su un cartellone estivo e su uno invernale, in modo che a L’Aquila si riprenda a fare cultura 360 gradi”.

Biondi conclude: “Per la mia città non voglio una somma di spettacoli, di concerti, di rappresentazioni slegate. Ma voglio che ci sia una spina dorsale culturale, attorno a cui poter costruire gli eventi”.

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