commissione culturaLa Commissione Cultura di Montecitorio ha deciso, d’intesa con la presidentessa della Camera Laura Boldrini, di procedere a un’Indagine conoscitiva sulle buone pratiche della diffusione culturale. L’indagine è volta alla ricognizione delle buone pratiche nel settore della divulgazione della cultura a livello nazionale. “L’indagine – si legge nel programma approvato in commissione – muove dall’idea che le attività culturali, nel loro complesso, costruiscono comunità, per la capacità di attivare e sviluppare percorsi identitari, rendendo vivi e operanti i principi ispiratori dell’articolo 9 della Costituzione”.

Non più un fortino elitario per la cultura

Secondo la Commissione presieduta da Flavia Piccoli Nardelli “dev’essere assicurata la piena accessibilità della cultura, che non può costituire un fortino elitario per addetti ai lavori, né un privilegio per i più fortunati, ma richiede il coinvolgimento di tutti i cittadini. Così intesa, la cultura si invera in una pluralità di luoghi di condivisione e di creazione di valore sociale, in senso materiale, metaforico e concettuale”.

Le buone pratiche

Al centro dell’indagine sarà l’individuazione delle “buone pratiche messe in campo nel settore pubblico, privato e dell’associazionismo spontaneo, con la conseguente verifica della loro ricaduta in termini di rilancio sociale ed economico dei territori interessati. Occupandosi di un fenomeno ad ampio spettro, l’indagine non si limiterà all’analisi delle esperienze più riuscite, che hanno mezzi per farsi conoscere e apprezzare, ma mirerà a dare visibilità a quei fermenti di vivacità e impegno culturale che promanano da gruppi spontanei, attivi nell’area dell’associazionismo e del terzo settore, e che rappresentano un motore di grande impatto sui territori, sia per le opportunità di impiego che offrono, sia per l’indotto turistico e commerciale generato”.

L’approccio integrato al patrimonio

L’indagine si pone nel solco del lavoro condotto dalla VII Commissione nel corso della legislatura, con particolare riguardo alle sinergie tra istruzione e beni culturali, nel duplice presupposto che, “dove c’è investimento nella scuola e nella formazione, c’è più cultura e che la diffusione della cultura produce, a sua volta, maggiore benessere per tutti”. In quest’ottica e in linea con l’esigenza manifestata dalle istituzioni europee di un approccio integrato al patrimonio culturale, la VII Commissione ha portato avanti – anche mediante audizioni e missioni – l’esame di provvedimenti, come quello sulle imprese culturali e creative (A.C. 2950), ed ha organizzato iniziative pubbliche, tra cui il seminario «Scuola digitale e cultura diffusa», svolto alla Camera dei deputati il 4 luglio 2017. Inoltre, la recente adozione da parte del Consiglio dei ministri del disegno di legge di ratifica della Convenzione di Faro (S. 2795) rende “questi aspetti di particolare attualità parlamentare”.

Conclusione entro il 30 novembre

L’indagine si articolerebbe nello svolgimento di audizioni di esponenti del settore e nella raccolta di documentazione informativa, in vista dell’elaborazione di un documento conclusivo da presentare in un’iniziativa pubblica. Nell’ambito dell’indagine, è possibile prevedere lo svolgimento di alcune missioni sul territorio nazionale, volte a visitare i luoghi delle buone pratiche e ad avere un’interlocuzione diretta con gli organizzatori. L’indagine si concluderebbe entro il 30 novembre 2017.

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