senato aula cultura spettacoloL’esame in Aula del Senato del Codice dello Spettacolo dovrebbe slittare a settembre. Lo apprende AgCult da fonti parlamentari. Lo slittamento del provvedimento dovrebbe essere legato ai tempi lunghi richiesti per l’approvazione del Decreto legge Vaccini. Il Codice dello spettacolo era atteso in aula già dal 4 luglio, ma era slittato appunto per dare spazio al Dl Vaccini, in scadenza il 6 agosto, approvato con modificazioni e trasmesso ora alla Camera. Altri due decreti sono in discussione al Senato con scadenza metà agosto e andranno approvati dal Parlamento prima della pausa estiva.

Il Codice dello spettacolo

Il testo proposto dalla Commissione Istruzione e Beni culturali sul Codice dello spettacolo (ddl n. 2287-bis e connessi) introduce importanti novità. Nel corso dell’esame in commissione è stata aumentata la dotazione del Fondo unico per lo spettacolo “di 9.500.000 euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e di 22.500.000 euro a decorrere dall’anno 2020”. L’ Art Bonus viene esteso anche ai finanziamenti per le orchestre e i centri di produzione di teatro e di danza e non più solo alle fondazioni liriche. Inoltre per il prossimo anno è stata autorizzata la spesa di 4 milioni di euro, dimezzando lo stanziamento di 8 milioni di euro che il Teatro Eliseo aveva ottenuto nella Manovrina, in favore di attività culturali nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici.

Alcuni aspetti del provvedimento non hanno convinto le opposizioni. In particolare il Movimento 5 Stelle è preoccupato per le norme che riguardano le Fondazioni liriche che rischiano di rimanere imbrigliate in lacci di sostenibilità economica troppo stretti con il risultato che a pagare siano i tecnici e la parte artistica in maniera maggiore rispetto alla governance. E proprio sulla governance Michela Montevecchi ha espresso tutti i suoi dubbi e le sue preoccupazioni in una intervista ad AgCult.

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