“La decisione del Comune di Venezia di introdurre maxi sanzioni per chi ha un comportamento poco decoroso in città è un modello da replicare nel resto dell’Italia. Episodi come quello del tuffo dal Ponte di Calatrava a Venezia, della turista che incide le proprie iniziali su un pilastro del Colosseo o del bagno nella fontana di Trevi, per citarne qualcuno, non devono mai più avvenire. La sostenibilità è anche e soprattutto rispetto della fragilità del territorio che si visita”. Così Dorina Bianchi, sottosegretario al Turismo e deputato di Alternativa Popolare.

E continua: “Al Senato è in discussione, in seconda lettura, il disegno di legge Franceschini sui reati contro il patrimonio culturale che riorganizza la fattispecie e le sanzioni e prevede pene severe contro la devastazione. A supporto delle amministrazioni c’è anche il decreto sicurezza varato qualche mese fa e che prevede, tra le altre norme, il daspo urbano. Il nostro obiettivo è creare un turismo culturale e di qualità che sia interessato a visitare le nostre bellezze e il nostro patrimonio, che cerca l’eccellenza dell’italianità e la rispetta”.

Tolleranza zero in città: danni di immagine a chi non rispetta le regole

La Giunta veneziana, su proposta del sindaco Luigi Brugnaro, ha approvato ieri una delibera che affida all’Avvocatura civica del Comune di Venezia una serie di indirizzi che vanno nella direzione di tutelare, anche dal punto di vista giuridico, la Città da tutti quegli atti contrari al pubblico decoro che possono mettere a rischio l’incolumità pubblica e la sicurezza della navigazione.

La delibera prevede che l’Avvocatura agisca in ogni sede ordine e grado a tutela dell’immagine della Città, verificando ogni episodio che possa recarne danno sia a livello locale che internazionale, valutando i profili, sia penali che di risarcimento in sede civile, per i soggetti, persone fisiche o giuridiche, che adottino comportamenti contrari alle norme di legge e ai regolamenti della Città in materia di decoro, sicurezza e tutela della residenzialità.

Infine, all’Avvocatura è stato dato mandato di elaborare proposte di legge che rendano più effettive e rapide sia la contestazione che l’applicazione delle sanzioni relative, anche con il fermo giudiziario dei soggetti colti in flagranza di reato.

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