Il provvedimento Art Bonus “ha portato entrate per 175 milioni con 5400 donatori e 1060 enti registrati percettori. Ma c’è molto da lavorare sul crowdfunding, sia sulle piccole donazioni che sulle donazioni delle imprese, anche se quest’ultime finalmente si sono svegliate. C’è molto da lavorare sulle strutture dello Stato, non ha funzionato come si immaginava, serve tempo, serve formare il personale”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, intervenuto in commissione Cultura del Senato in merito alla riorganizzazione del Mibact.

Personale del Mibact

Sul personale, Franceschini ricorda la norma che ha consentito fino a 700 assunzioni, sottolineando che i “concorsi stanno continuando, ha partecipato una marea di gente. Finora sono stati assunti 6 antropologi, 12 demo-etno-antropologi, 127 archivisti, 54 bibliotecari, 40 comunicatori, 65 storici dell’arte. Entro fine anno saranno assunti 129 archeologici, 171 architetti 96 restauratori. Il mio impegno è di arrivare a 1000 assunzioni – ha continuato – per portare energie nuove dentro il ministero”.

La riforma dei musei

“In Italia – ha ricordato Franceschini nel suo intervento – abbiamo una legislazione, una cultura e un radicamento territoriale che costituiscono insieme un’eccellenza nel mondo per quanto riguarda la tutela”, ma “dal punto di vista della valorizzazione siamo rimasti molto indietro. Il turista vuole vivere un’esperienza, il viaggiatore entrando in un museo vuole avere altro oltre la collezione: una caffetteria, un bookshop, etc, cosa che è mancata all’Italia. La riforma ha cercato di intervenire su questo”.

I numeri dei musei

“Oggi gli incassi dei musei – spiega Franceschini – vanno tutti ai musei, 177 milioni l’anno scorso che sono tornati al sistema museale. Gli incassi stanno crescendo ma non è un trend internazionale: in Italia siamo passati da 38 milioni di visitatori a 45,5 nel 2016 e i dati del I semestre del 2017 indicano un aumento di 2 milioni, avvicinandoci in proiezione ai 50 milioni. Le risorse restano oggi tutte ai musei tranne il 20 per cento che va in un Fondo di solidarietà nazionale che serve a sostenere i musei che solo con la bigliettazione non vivrebbero. Numeri al netto del personale che sono tutti a carico del Mibact”.

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