Le due Capitali europee della cultura del 2015, Pilsen e Mons, hanno registrato un incremento dei flussi turistici del 28 per cento per la prima e addirittura quintuplicato per la seconda. Lo ha reso noto Franco Conte (Ap-Ncd), relatore in commissione Cultura del Senato della “Valutazione ex post delle Capitali europee della cultura 2015 (Mons e Pilsen)”. Dopo la loro designazione, ricorda, queste due città sono state sottoposte a monitoraggio, a conclusione del quale la giuria ha trasmesso una raccomandazione favorevole alla Commissione europea in merito all’attribuzione di un importo di 1,5 milioni di euro (finanziati dal programma dell’Ue Europa creativa) a titolo del premio in onore di Melina Mercouri sia a Mons che a Pilsen.

Nella sua relazione, Conte spiega come siano state valutate “positivamente” le due esperienze sul piano dell’efficienza e dell’efficacia, rilevando cosiddetti “effetti leva” generati dall’azione “Capitali europee della cultura”. In particolare, la designazione di Capitali europee delle cultura “ha consentito di attrarre risorse supplementari anche private, ha attirato una maggiore copertura mediatica e ha incrementato il flusso turistico, quintuplicato a Mons e aumentato del 28 per cento a Pilsen. Ulteriori conseguenze positive, soprattutto per Mons, hanno riguardato il coinvolgimento di gruppi sociali specifici, come anziani, giovani e gruppi svantaggiati, aumentando la partecipazione agli eventi culturali anche in relazione a contenuti nuovi rispetto al passato”.

Per quanto riguarda le raccomandazioni sia per le città che per la Commissione europea, Conte spiega che queste possono costituire un utile spunto anche per le prossime candidate, tra cui, per il 2019, Matera. Tra le raccomandazioni rivolte alle città, il senatore menziona “la necessità dell’adesione e del coinvolgimento a livello nazionale, l’esigenza di garantire la continuità delle persone e delle strutture culturali, la necessità di riflettere sulle potenzialità di attrazione di visitatori stranieri e nonché di confermare e comunicare gli eventi chiave quanto prima possibile”. Il relatore fa quindi presente che “il valutatore incoraggia le piccole città a non rinunciare a candidarsi a Capitali europee della cultura solo perché hanno un bilancio relativamente modesto”.

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