“Ho esposto al ministro la nostra richiesta di ridiscutere l’accordo di valorizzazione che era stato raggiunto già dall’amministrazione capitolina guidata da Marino e il ministero dei Beni culturali. E soprattutto di rivedere il documento da cui derivava l’accordo di valorizzazione, cioè il risultato della commissione Volpe, perché come ho detto più volte, noi intendiamo interpretare l’area della città che va dal Basamento Aventino che abbiamo aperto oggi fino a Monti, come una grande area di libera circolazione, in modo da avere al centro della città un nostro Central Park”. Lo ha dichiarato il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo, al termine dell’incontro al Collegio Romano con il ministro Dario Franceschini. “Su questo ho trovato la disponibilità del ministro, a settembre riprenderemo la discussione, mi pare che ci sia la volontà comune di riprendere i lavori che erano stati fatti dalla commissione Volpe con un nuovo organismo per esplorare la possibilità di andare in questa direzione”.

Serve un organismo unitario di gestione del patrimonio culturale su tutta la città

“C’è un altro terreno che è più complesso e che riguarda l’obiettivo di avere un organismo unitario di gestione del patrimonio culturale su tutta la città che è oltre questo specifico tema di cui abbiamo parlato oggi e su cui mi pare abbiamo trovato l’avvio di un percorso comune – ha aggiunto Bergamo –. Mi pare ci siano i termini per un confronto tra il Governo e la città intorno a una interpretazione di quell’area centrale che corrisponde a questa idea di un grande spazio di fruizione pubblica, non solo al servizio del turismo, fermo restando che nella mia idea i grandi attrattori turistici dovrebbero rimanere a ingresso a pagamento, parlo del Colosseo e del Palatino, ma tutto il resto dovrebbe essere normalmente attraversabile da chiunque. Questo mi sembra un passaggio importante e lo verificheremo lungo il percorso”, ha chiarito il vicesindaco.

Rendere i Fori gratuiti come Central park

“La chiusura del Parco archeologico del Colosseo che noi denunciamo non è una chiusura nuova: certamente il ministro ci ha tranquillizzato confermando che ciò che oggi è recintato resta recintato nel parco archeologico e ciò che non lo è resta non recintato. Ma questo non è mai stato in discussione per me, non ho mai pensato che ci fosse il rischio di recintare un pezzo dei Fori imperiali – ha precisato Bergamo –. Il problema è un altro: se poi andando avanti le recinzioni che ci sono vengono rimosse oppure restano, perché se alcune recinzioni vengono rimosse, quell’area diventa un’area a libera circolazione. Se restano, è un parco al servizio della funzione turistica. Quando parlo di un’area a libera fruizione dico anche che così è più facile immaginare che anche un cittadino magari acquisti il servizio di realtà aumentata per girare nei Fori in un momento di libertà, cosa che è più difficile che faccia nel momento in cui deve entrare in un servizio di fruizione turistica e pagare il biglietto. Dunque, liberare quell’area da una gestione che la asservisca a una fruizione turistica significa anche creare condizioni per la nascita e lo sviluppo di servizi alla crescita culturale estesi a tutti e con un alto valore aggiunto. La proposta è di rendere i Fori, sia Imperiali che romano liberi, gratuiti, come Central park. E su questo dal ministro c’è stata disponibilità a discuterne”, ha concluso Bergamo.

 

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