La costruzione a Norcia, nel breve spazio fra le “Marcite” e le antiche mura della città, di un centro polivalente per la valorizzazione economico culturale del territorio, rischia di modificare in modo sostanziale l’assetto paesaggistico, compromettendo il ricco suolo agrario con una vasta area prativa ora ricoperta da ghiaia. Questo il timore espresso dal deputato Filiberto Zaratti (Mdp) che in un’interrogazione indirizzata a Governo, Mibact e ministero dell’Ambiente chiede se il centro polivalente “rientri tra le opere emergenziali” e se siano stati rilasciati i relativi nulla osta per la realizzazione del centro polivalente da parte dell’Ente parco nazionale dei Monti Sibillini e della competente Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici.

Zaratti ricorda come le “Marcite” di Norcia, un’area di 150 ettari a ridosso delle antiche mura della città di Norcia (PG) inclusa nel parco nazionale dei Monti Sibillini, rappresentano un territorio unico in tutto l’Appennino centro meridionale per le sue eccezionali caratteristiche naturalistiche e ambientali ma anche storiche e culturali. La peculiarità di questo territorio costituito da vaste praterie perennemente irrigui, dove la temperatura delle acque affioranti si mantiene attorno agli 11 gradi, è quello di un delicato ecosistema strettamente connesso a fenomeni idrogeologici sotterranei.

L’origine di tali prati marcitoi si fa risalire al V-VI sec. d.C., ai monaci dell’Ordine di S. Benedetto che, secondo le testimonianze, hanno definito i primi sistemi per la realizzazione della rete dei canali e di chiuse per imbrigliare l’acqua e per consentire l’allagamento dei prati, ancora oggi, esempio tipico di agricoltura intensiva. Le “Marcite” sono tra le aree individuate già negli anni Settanta come uno dei biotopi più particolari d’Italia e la Unione europea le ha introdotte tra i 92 siti di interesse comunitario della rete Natura 2000.

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