Federculture esprime il proprio pieno sostegno a Farm Cultural Park e ai suoi ideatori e fondatori, Florinda Saieva e Andrea Bartoli, nella paradossale e assurda vicenda che sta colpendo il centro culturale di Favara. Questa mattina, apprendiamo da Bartoli, sono stati posti i sigilli alle strutture oggetto dell’ordinanza di sequestro dei giorni scorsi, nonostante ieri nella sede del Comune si fosse svolto un tavolo di confronto alla presenza del Sindaco, dei rappresentanti di Farm Cultural Park e dei tecnici comunali, che sembrava avesse individuato una soluzione alle problematiche degli ultimi giorni, con l’impegno dell’amministrazione alla revoca dell’ordinanza di ripristino dei luoghi e alla definizione di una convenzione di gestione dei ‘cortili’ di Favara, fino al riconoscimento della Farm quale luogo di interesse pubblico.

«Questa vicenda tanto assurda quanto grave – dichiara Claudio Bocci, direttore di Federculture – è purtroppo l’espressione di una gestione paradossale della cosa pubblica, di un’amministrazione in balia di una burocrazia ottusa che esercita un potere ciecamente intransigente a danno dell’intera comunità. Farm Cultural Park, come è noto, è una realtà culturale e artistica di eccellenza, un esempio di rigenerazione urbana di livello internazionale, che dovrebbe essere sostenuto e portato come fiore all’occhiello dall’amministrazione locale. Invece, ci si avvita in una folle vicenda di sigilli e ordinanze che avranno come unico effetto quello di vanificare il lavoro portato avanti instancabilmente e coraggiosamente da Florinda e Andrea a Farm Cultural Park e dimostrare che oggi, in Sicilia, è difficile se non impossibile dare vita ad un’impresa culturale sana ed efficace. Ci auguriamo che a Favara si trovi al più presto una soluzione che permetta la prosecuzione dell’attività di Farm e il suo consolidamento dentro e oltre la Sicilia».

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