Alla ripresa dei lavori parlamentari l’Aula della Camera delibererà sulla  proposta di legge (primo firmatario Umberto D’Ottavio, Pd) che mira al riconoscimento dell’inno di Mameli “Fratelli d’Italia” quale inno ufficiale della Repubblica. Nel corso della seduta del 18 luglio la commissione Affari costituzionali ha dato mandato alla relatrice, Daniela Gasparini (Pd), di riferire in senso favorevole all’Assemblea sul provvedimento in esame.

Nell’ultima seduta la relatrice ha presentato un emendamento – poi approvato dalla commissione – “volto a precisare che il testo del ‘Canto degli Italiani’, titolo originario dell’Inno di Mameli e lo spartito musicale originale costituiscono l’inno nazionale della Repubblica”. Per questo, l’emendamento prevede al comma 1 del provvedimento (costituito da un unico articolo) di sostituire le parole da: “l’inno di Mameli” sino alla fine del comma con le seguenti: “il testo del ‘Canto degli italiani’ di Goffredo Mameli e lo spartito musicale originale di Michele Novaro quale suo inno nazionale”.

Respinte invece le proposte emendative presentate dal deputato Gigli che chiedeva, tra le altre cose, di “bandire un concorso nazionale per la composizione del testo e dello spartito musicale di un brano da riconoscere quale inno ufficiale della Repubblica”.

Il testo

La pdl, in prima lettura alla Camera, è composta da un unico articolo diviso in due commi. Il comma 1 stabilisce che “la Repubblica riconosce il testo del ‘Canto degli italiani’ di Goffredo Mameli e lo spartito musicale originale di Michele Novaro quale proprio inno nazionale”. Il comma 2 stabilisce invece che “con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera ii), della legge 12 gennaio 1991, n. 13, sono stabilite le modalità di esecuzione del ‘Canto degli italiani’ quale inno nazionale”.

Un po’ di storia

Goffredo Mameli scrisse l’inno il 10 settembre 1847, intitolandolo “Il canto degli Italiani”. Il testo fu musicato da Michele Novaro il 24 novembre dello stesso anno. Cantato per la prima volta a Genova durante una festa popolare, fu subito proibito dalla polizia, ma dopo i moti del 1848 fu suonato e cantato dalle bande musicali e dai soldati partenti per la guerra di Lombardia. In breve, divenne il canto più amato del Risorgimento italiano e degli anni successivi all’unificazione. Il Consiglio dei ministri del 12 ottobre 1946, presieduto da Alcide De Gasperi, acconsentì all’uso dell’inno di Mameli come inno nazionale della Repubblica Italiana. Questo il testo del comunicato stampa che annunciava il provvedimento: “(…) Su proposta del Ministro della Guerra si è stabilito che il giuramento delle Forze Armate alla Repubblica e al suo Capo si effettui il 4 novembre p.v. e che, provvisoriamente, si adotti come inno nazionale l’inno di Mameli”.

Successivamente non è stato adottato alcun provvedimento ufficiale di adozione del Canto quale inno nazionale, anche se sono state presentate nel tempo diverse proposte di legge in tal senso.

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