Convegno architetti RomaLa parola d’ordine deve diventare modernità anche in una città piena di vestigia come Roma. Di questo si è discusso nel corso del convegno internazionale di architettura per l’archeologia dal titolo “Ricostruire / Riedificare dopo la fine del moderno il progetto di architettura sulle vestigia dell’antico” alla Casa dell’Architettura. “Il convegno chiude una fase storica sul ‘proibizionismo’ che a partire dalla ‘Carta del Restauro’ ha messo in crisi il settore – ha spiegato aprendo i lavori Pier Federico Caliari docente al Politecnico di Milano –. Il tema è quello della cultura del moderno. Siamo in una fase che accompagna appunto moderno e contemporaneo. E oggi presentiamo cinque progetti che raccontano la forma di libertà riacquisita dopo il proibizionismo sofferto negli ultimi 30-40 anni, soprattutto in Italia”.

I progetti presentati

I progetti presentati durante il convegno sono la “Restituzione della via Biberatica e del Giardino delle Milizie al complesso dei Mercati Traianei” di Luigi Francioni, la “Restituzione del sistema dei canali d’acqua nel centro storico di Banyoles” di Josep Mias, la “Ricostruzione del Castello Visconteo-Sforzesco di Novara” di Paolo Zermani, la “Riedificazione del Neues Museum sull’isola dei Musei di Berlino” di Alexander Schwarz e la “Ricostruzione e reinvenzione del Berliner Schloss” di Franco Stella.

Il nodo di Roma

“Occorre costruire un progetto per la nostra città visto che le amministrazioni che si sono susseguite nel tempo non hanno avuto una visione di progetto – ha sottolineato il presidente dell’Ordine degli architetti di Roma e provincia Alessandro Ridolfi –. In particolare su una ricostruzione tra il moderno e il contemporaneo che rappresenta l’elemento cardine di questo sviluppo a Roma. Pensiamo al contributo dato dagli architetti al parco archeologico per esempio. La strada è quella giusta ma dobbiamo lavorare anche con l’accademia per realizzare lavori di alto valore da donare alla citta affinché possa competere e dare risposte a temi irrisolti – ha aggiunto Ridolfi –. Il prossimo anno inoltre allargheremo il dibattito alla ricostruzione post sismica e l’Ordine degli architetti di Roma presenterà varie soluzioni da donare alle amministrazioni”. Dello stesso parere anche Alfonso Giancotti, presidente della Casa dell’Architettura che parla di “nodo irrisolto” per Roma e la sua storia millenaria: “Un nodo culturale e intellettuale la cui ultima grande operazione è legata ad Argan. Gli anni passati hanno mostrato le difficoltà della città nel misurarsi con la sua storia. La città è uno straordinario palinsesto che va riscritto costantemente, un tema contemporaneo tutt’altro che di nicchia”.

L’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Luca Montuori

“La vera domanda è ‘qual è il ruolo della modernità a Roma’. Da quando sono assessore mi devo confrontare con gli addetti ai lavori sul tema. Roma non ha mai fatto i conti fino in fondo con la modernità perché non ha mai compreso l’idea del suo costruirsi su se stessa mantenendo un centro vuoto non sbilanciato sull’archeologia – ha ammesso l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Luca Montuori –. Ci ha posto di fronte a temi in cui si privilegia l’archeologia alla modernità. Invece la vera chiave di lettura deve essere la sintesi. Saper rappresentare il passato nel nostro tempo è la chiave di lettura fondamentale per Roma. Pensare di ridurre parte della citta a luogo separato come si farà con il parco archeologico ha come unico obiettivo quello di reperire risorse e offrirsi al turismo ‘mordi e fuggi’ che non è un modo moderno di vedere la citta. Si tratta di un tema delicato e scivoloso ma giornate come queste ci aiutano a capire la strada da intraprendere”, ha concluso Montuori.

Disabilità e archeologia

“Il tema della disabilita e dell’allungamento della vita si innesta nella minor facilità di mobilità – ha concluso Giuseppe Trieste di Fiaba Onlus –. Ma anche di chi fruisce e vuole vivere quotidianamente i beni archeologici e culturali anche con i bambini piccoli. L’accessibilità è un elemento naturale per le PRM, le persone a ridotta mobilità. Per questo abbiamo creato una fondazione per dare pari opportunità a tutti anche in questo settore”.

 

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