istituti musicali senatoIl disegno di legge sulla “Statizzazione degli istituti musicali pareggiati” è tra i provvedimenti all’ordine del giorno della Commissione Cultura del Senato, ma l’esame parlamentare va a rilento ed è praticamente fermo dal 10 maggio scorso. In realtà, in quella sede, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Valeria Fedeli, aveva annunciato che nella “Manovrina” di giugno la questione sarebbe stata affrontata. E in effetti così è stato: all’articolo 22-bis del testo della legge varata dal Governo Gentiloni è stato deciso che “a decorrere dall’anno 2017, una parte degli istituti superiori musicali non statali e le accademie non statali di belle arti sono oggetto di graduali processi di statizzazione e razionalizzazione”. A questo proposito sono stati stanziati 63 milioni di euro complessivi fino al 2020.

Nessun problema di sovrapposizione, a detta del Ministro Fedeli, secondo cui “percorrere contemporaneamente la via parlamentare, con un’accelerazione ed un ampliamento del ddl in Senato, e la via governativa, per quanto riguarda il reclutamento, non comporta alcun rischio di frammentazione della normativa e può invece dare finalmente ordine e respiro ad un sistema di eccellenza”. Il testo all’esame della settima Commissione del Senato, insomma, resta in piedi.

Che cosa prevede il provvedimento

Attualmente si discute di un testo unificato, risultato dall’unione di 4 diversi disegni di legge, che consta di 4 articoli.

All’articolo 1 si specifica che “Gli Istituti musicali pareggiati, trasformati in Istituti superiori di studi musicali (ISSM) ai sensi dell’articolo 2, comma 2, della legge 27 dicembre 1999, n. 508, e le Accademie di belle arti legalmente riconosciute di Bergamo, Genova, Perugia, Ravenna e Veronasono statizzati, su loro richiesta, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge ed assumono, rispettivamente, la denominazione di Conservatorio di musica e di Accademia di belle arti”.Il personale docente, amministrativo e tecnico “è reinquadrato, a parità di tipologia contrattuale, nei ruoli dello Stato e assegnato all’Istituto o alla Accademia presso cui è in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge”.
L’articolo 2 contiene una delega al Governo, che è chiamato, entro 18 mesi “al fine di tutelare, valorizzare e promuovere il patrimonio artistico e culturale del Paese”, ad adottare uno o più decreti legislativi finalizzati al riordino della normativa in materia di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi.

L’articolo 3 tratta le gradutorie di insegnamento e precisa che “dall’anno accademico 2017/2018, le graduatorie nazionali sono trasformate in graduatorie nazionali a esaurimento, utili per l’attribuzione degli incarichi di insegnamento con contratto a tempo indeterminato e determinato”.

L’articolo 4, relativo alla copertura finanziaria, stabilisce che per l’anno 2017 siano stanziati 39 milioni di euro, così come per l’anno 2018.

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