Il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, e il sottosegretario di Stato alle politiche Ue, Sandro Gozi, hanno incontrato ieri a Venezia la Commissaria europea per l’economia digitale, Mariya Gabriel, per discutere di diritto d’autore e collecting, a seguito della lettera che la Direzione generale Ue ha inviato mesi fa all’Italia chiedendo alcuni chiarimenti sulle modalità di recepimento della direttiva Barnier (direttiva 2014/26/UE). Nel corso dell’incontro, la Commissaria ha sottolineato che, ad avviso della Dg Ue, la direttiva Barnier può consentire ad altri organismi di gestione collettiva dei diritti d’autore – ossia enti no profit, gestiti dagli stessi autori, come la Siae – di operare nel mercato italiano. Il Governo, nel ribadire la legittimità del proprio operato anche alla luce della sentenza della Corte di giustizia Ue del febbraio 2014 (C-351/12), ha comunque dato la propria disponibilità a proporre al Parlamento una norma che permetta ad altri organismi di gestione collettiva, senza scopo di lucro, di operare in Italia.

Approfondimento

Secondo il Decreto Legislativo 35 del 15 marzo 2017 (articolo 2) per “organismo di gestione collettiva” si intende “un soggetto, ivi compresa la Società italiana degli autori ed editori (Siae) disciplinata dagli articoli 180 e seguenti della legge 22 aprile 1941, n. 633, e dalla legge 9 gennaio 2008, n. 2, che, come finalità unica o principale, gestisce diritti d’autore o diritti connessi ai diritti d’autore per conto di più di un titolare di tali diritti, a vantaggio collettivo di questi, e che soddisfi uno o entrambi i seguenti requisiti: a) è detenuto o controllato dai propri membri; b) non persegue fini di lucro.

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