furgoncinema terremoto marcheUn’estate passata in giro tra i Comuni colpiti dal terremoto nelle Marche, a proiettare film sulle facciate delle case. Con due obiettivi: offrire una serata di svago a chi ha vissuto il terremoto e parlare con loro, raccogliendo materiale per creare una “memoria” storica del sisma. Protagonisti di questa storia sono una decina di ragazzi, tra i 23 e i 30 anni, tutti idealmente alla guida del “Furgoncinema“. Un progetto nato grazie all’associazione “Aristoria“, composta da giovani universitari e lavoratori precari – storici, informatici, web designer, architetti – tutti originari delle zone colpite dal sisma (tra il maceratese ed il teramano) e uniti dalla volontà di dare un segnale concreto di vicinanza e di aiuto a quelle comunità locali.

Il viaggio del Furgoncinema

Tredici le tappe di questa estate, tra cui Matelica (MC) e Pescara del Tronto (AP), con il loro furgone carico di materiale cinematografico. Serate naturalmente gratuite, che quindi hanno richiesto fondi esterni. Tutto è stato possibile grazie ad alcuni partner, che hanno contribuito a coprire le spese. Ad esempio l’associazione culturale “Isola Comacina“, che si è appassionata al progetto a distanza (essendo di base sul lago di Como) e ha creato a giugno un evento il cui ricavato è stato destinato anche a finanziare il “Furgoncinema”. Poi l’Università di Camerino e la catena di cinema “Giometti“. “Un enorme grazie – dice ad AgCult Lorenzo Montesi, storico, membro dell’associazione – va a Cinzia Pennesi, direttore d’orchestra e assessore alla Cultura del Comune di Matelica, che ci ha dato impulso e contatti per poter partire”.

“Il nostro – aggiunge Montesi – è un progetto con diverse finalità: far rivivere serate all’interno di piccoli centri colpiti dal sisma e quindi in gravissima difficoltà, creare movimento, riportare le persone in strada e poi ascoltarle, parlare con loro, registrare, archiviare tutto quello che hanno da dire sulla terribile esperienza vissuta. Vogliamo creare un prodotto culturale, una ‘public history’, un database che aiuti in futuro a comprendere cosa è stato vissuto dalle nostre popolazioni”.

“Furgoncinema” è un progetto cresciuto in corso d’opera, tanto è vero che dalle iniziali 8 serate si è passati a 13. Sono riusciti a proiettare su una parete di una casa a Matelica il film muto “Nosferatu”, accompagnati da un quintetto jazz che ne ha curato le musiche. Oppure “Non ci resta che piangere”, quasi a voler ridere di ciò che è stato, sulla facciata di una abitazione di nuova costruzione a Pescara del Tronto, un piccolo centro in provincia di Ascoli Piceno quasi interamente distrutto dal terremoto.

Progetti futuri

Il successo e l’entusiasmo sono stati più forti delle difficoltà e hanno spianato la strada a nuove collaborazioni. In autunno “Furgoncinema” lavorerà con il festival “Corto Dorico” di Ancona e quindi trasporterà a bordo e proietterà cortometraggi. E per la prossima estate? “Vogliamo riuscire a reperire i fondi per dotarci di sedie, in modo da non chiedere nemmeno quelle – dice sorridendo Montesi -. E poi speriamo di non dover dire più di no ai Comuni che ci chiamano per mancanza di risorse. Dobbiamo anche ampliare il nostro raggio di azione. In quei territori il lavoro vero va fatto sulle persone, sono prima di tutto loro che devono essere ricostruite”.

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