tempio di athena paestumPaestum avvia un nuovo progetto di raccolta fondi. Obiettivo: restaurare il magnifico tempio di Athena, costruito intorno al 500 a.C. e tra i meglio conservati al mondo di questo periodo. Per raggiungere l’importo calcolato dai tecnici del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (Mibact), pari a 60mila euro per un intervento “di pronto soccorso”, il direttore Zuchtriegel aveva puntato anche su privati e aziende del territorio – con successo, come è appunto accaduto. Il primo contributo (pari a 12 mila euro) arriva dal Caseificio Barlotti. I fratelli Raffaele, Enzo e Gaetano, alla guida dell’azienda hanno deciso di finanziare i costi per un’intera fronte del tempio: “Siamo onorati di poter dare il via al restauro di uno dei simboli più rappresentativi della nostra città antica” – hanno commentato.

“Prosegue con successo l’opera di tutela e di conservazione accanto alle efficaci iniziative di promozione e valorizzazione dell’area archeologica e del Museo di Paestum” – afferma Alfonso Andria – consigliere di Amministrazione del Pae. “Ed è incoraggiante registrare una crescente attenzione da parte dell’imprenditoria locale a sostegno di un programma di interventi e sulla base di alcuni importanti risultati già conseguiti”.

I problemi da affrontare sono vari, come spiega il direttore: “Da un lato dobbiamo combattere il cosiddetto biodegrado, ovvero la crescita di piante sulle pietre che, con le loro radici, minacciano il monumento. Visto che parliamo di un tempio conservato fino al punto più alto del frontone, non è facile arrivare in tutti i punti – ci vuole un braccio mobile, e i costi sono alti. Inoltre c’è una peculiarità che già nel ‘700 aveva suscitato le critiche di Gianbattista Piranesi: l’uso di due tipi di pietra, travertino e arenaria. L’arenaria, usata nel fregio che corre sopra le colonne, è molto friabile e tende a polverizzarsi, mettendo a rischio l’intera struttura. I restauratori devono intervenire per stabilizzarla”.

L’Art bonus

Il progetto, caricato sul portale Artbonus introdotto dal ministro Franceschini per incentivare donazioni per i beni culturali, prevede sgravi fiscali fino al 65%: https://artbonus.gov.it/2016-5-parco-archeologico-di-paestum.html Nell’anno scorso, il Parco Archeologico ha raccolto 80mila Euro tra donazioni e sponsorizzazioni.

I rilievi eseguiti dall’Università di Colgate (Usa)

Nei giorni scorsi il Parco aveva annunciato novità proprio sul santuario della dea Athena a Paestum: i primi risultati della campagna di rilievi e prospezioni georadar e geomagnetiche eseguiti da un gruppo di Ricerca diretto dalla Prof.ssa Rebecca Miller Ammermann dell’università di Colgate (USA), in collaborazione con l’Università di Bologna. Secondo gli studiosi, che hanno “radiografato” il terreno intorno al tempio di Athena, la piccola collinetta sulla quale sorge l’edifico dorico dedicato alla dea della guerra e dell’artigianato, è in parte artificiale. “Specie la parte occidentale della collina sembra essere il risultato di un intervento massiccio di rimaneggiamento del terreno, con un rialzamento di alcuni metri”, spiega la professoressa Ammerman. “Anche se dobbiamo aspettare l’elaborazione definitiva dei dati, siamo molto soddisfatti dai risultati”.

Soddisfatto anche il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel: “Se si confermano le ipotesi, vuol dire che dobbiamo immaginare un mega intervento che, prima ancora dell’architettura, investe il paesaggio di Paestum: i templi di Athena sono spesso collocati su delle alture – si pensi ad Atene, ma anche a Sparta – ma visto che Paestum è ubicata in pianura, i Greci hanno forse sentito la necessità di modificare l’orografia del terreno, per creare uno spazio degno della dea e del suo grande tempio”.

Per la verifica dei dati, sono previsti dei carotaggi nel mese di novembre. Intanto, anche gli “scavi” nei depositi continuano a produrre novità. Insieme al Parco Archeologico, l’Università di Salerno sta lavorando alla realizzazione di una mostra, in programma per novembre – che illustrerà le ricerche, dirette dal prof. Fausto Longo, sugli oggetti metallici quali scudi, lance, elmi ed altri provenienti dal santuario di Athena. Sono oggetti spesso conservati malissimo e di piccole dimensioni che, però, possono raccontare grandi storie, come sottolinea Zuchtriegel: “Anche grazie alle ricerche dei colleghi di Salerno si aprono nuove prospettive sul rituale e sulle storia del santuario, per esempio riguardo cesure ed eventi catastrofici, ma anche nuove domande che nel futuro ci auguriamo di affrontare sottoscrivendo collaborazioni tra il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (Mibact) e le Università italiane e straniere.

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