senato aulaTorna a settembre nel calendario dell’Aula del Senato il Codice dello spettacolo: sarà in assemblea questa settimana. Saranno discussi da domani, nell’ordine, il Rendiconto 2016 e l’Assestamento 2017, documenti definiti dalla Giunta delle elezioni e delle immunità e poi la delega per il codice dello spettacolo. Già presente nel calendario di luglio, il provvedimento era stato accantonato prima dell’estate per fare spazio al decreto vaccini, alla legge annuale sul mercato e la concorrenza e al testo di legge di delegazione europea per il 2016. Il disegno di legge ha come obiettivo principale il riordino del settore attraverso una serie di deleghe al governo per assicurare un’equa ripartizione dei finanziamenti del Fondo unico per lo spettacolo (Fus). Ma si concentra anche sulla necessità di ottimizzare e valorizzare i settori di teatro, musica, danza, spettacoli viaggianti, attività circensi, carnevali storici e rievocazioni storiche.

La Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha deciso di calendarizzarlo appunto per questa settimana. Decisione ratificata dall’Aula nel pomeriggio. Secondo quanto apprende AgCult, il provvedimento non sarà poi modificato alla Camera, dove è atteso subito dopo il via libera del Senato. I deputati della maggioranza, infatti, hanno condiviso in via informale con i colleghi senatori l’iter e le modifiche apportate a Palazzo Madama. Non sarà dello stesso avviso l’opposizione, pronta a dare battaglia a Montecitorio affinché l’esame sia vero e non di facciata, disposta ad arrivare anche all’ostruzionismo pur di bloccare la norma.

Le misure del Codice dello spettacolo

Tra le novità più dibattute all’interno del provvedimento, la graduale eliminazione dell’utilizzo degli animali dalle attività circensi e l’assegnazione di 4 milioni di euro a favore delle attività culturali in Abruzzo, Lazio Marche e Umbria interessate dagli eventi sismici. Risorse che verranno finanziate attraverso un taglio ai fondi del teatro Eliseo previsti originariamente nella “manovrina” di primavera. Nel testo anche due nuove misure a sostegno del settore: l’estensione dell’Art-Bonus ai finanziamenti per orchestre e centri di produzione di teatro e danza oltre che alle fondazioni liriche. E il regime il credito di imposta per le opere prime, seconde e terze di nuovi talenti. In quest’ultimo caso si tratta della riproposizione di una misura prevista una tantum per il triennio 2014-2016 con oneri che ammontano a 4,5 milioni di euro a decorrere dal 2018.

Sempre nel corso dell’esame in commissione è stata aumentata la dotazione del Fondo unico per lo spettacolo “di 9.500.000 euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e di 22.500.000 euro a decorrere dall’anno 2020”. Per quanto riguarda le fondazioni lirico-sinfoniche il testo approvato dalla Commissione, prevede lo scorporo dal Fondo unico per lo spettacolo delle risorse destinate alle fondazioni stesse e il riordino dei criteri di finanziamento con i principi di riparto previsti dalla Finanziaria di quest’anno (10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e 15 milioni di euro annui a decorrere dal 2019).

Si prevede, inoltre, l’istituzione del Consiglio superiore dello spettacolo presso il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo come organismo consultivo del ministro con funzioni propositive e di valutazione degli effetti degli interventi di sostegno finanziario. Infine, viene introdotta una riserva delle risorse Fus pari ad almeno il 3 per cento per la promozione di programmi di educazione nelle scuole e attribuita al governo la competenza specifica a semplificare gli iter autorizzativi e gli adempimenti burocratici per lo svolgimento delle attività di pubblico spettacolo, inclusa, l’autorizzazione di pubblica sicurezza. (leggi la scheda di approfondimento:https://agcult.it/2017/08/23/senato-settembre-al-via-esame-aula-codice-dello-spettacolo/).

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