È di circa 7 milioni di euro il valore delle oltre cento opere provento di furti recuperate nell’ambito dell’operazione denominata “Start Up” dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. I risultati delle indagini sono stati presentati a Roma presso la sede delle forze dell’ordine. Coordinate dalla Procura della Repubblica di Isernia, in collaborazione con quella di Velletri, l’inchiesta ha portato alla denuncia di 20 persone responsabili a vario titolo di ricettazione, furto aggravato e reati connessi.

La genesi dell’indagine

L’indagine nasce dall’attenta analisi dei furti di beni culturali ecclesiastici, avvenuti in Comuni confinanti tra loro e ubicati nell’alto casertano sino alla provincia di Isernia, commessi in danno di luoghi di culto e istituti religiosi in un ristretto lasso di tempo e con analogo modus operandi. I furti sono avvenuti tutti in orari diurni e quasi sempre senza ricorrere a effrazioni, approfittando dell’apertura dei luoghi di culto, privi di sistemi di antifurto o videosorveglianza. La svolta nell’inchiesta si è avuta grazie alla ricostruzione delle fasi di una rapina avvenuta nella chiesa “San Michele”, ubicata nella piazza principale di Monteroduni, piccolo centro della provincia di Isernia. La complessa attività investigativa, tutt’ora in corso, ha permesso di tracciare il percorso delle opere rubate, smerciate nei mercatini rionali in provincia di Roma e, soprattutto, in quello capitolino di Porta Portese. Nel corso dell’attività investigativa si è appurata l’esistenza di un’organizzazione criminale, fulcro di un crocevia internazionale di ricettazione di opere d’arte rubate, con base logistica nella provincia di Napoli, capace di collocare i beni illeciti provenienti dall’intero territorio nazionale ed estero.

La precisa ricostruzione di ogni elemento ha permesso di accertare la sistematica e abituale condotta di illustri personaggi che, consapevoli della provenienza illegale delle opere, non esitavano a finanziare le casse della criminalità, richiedendo il reperimento del bene desiderato, per ornare le proprie abitazioni. Terminali di ricezione sono stati individuati a Ciampino, dove si sono concentrati sequestri di opere di particolare pregio, tra cui la pala d’altare di fattura fiamminga, raffigurante “La stazione XII della via Crucis: Gesù muore in croce”, datata 1520 e asportata a Mons (Belgio), il 2 luglio 1980, in danno dell’Istituto religioso “Sainte Waudru” e altri reperti di valore artistico sulla cui provenienza sono ancora in corso approfondimenti. I soggetti al momento indagati dalla Procura di Velletri non risultano avere precedenti penali ed uno di loro in particolare vanta una tradizione familiare, di raccolta di opere d’arte di natura storico-religiosa. Secondo quanto accertato sino ad ora, le opere venivano direttamente consegnate a domicilio dopo una negoziazione avvenuta a distanza o tramite intermediari, mentre sono ancora in corso di ricostruzione i flussi finanziari collegati alle relative transazioni. In ogni caso l’attività investigativa ha portato la già restituzione ai legittimi proprietari più di 50 opere di notevole valore.

Il Comandante Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) Fabrizio Parrulli

“Questa Indagine ha preso avvio ad inizio dell’anno per mettere in condizione di non operare più una banda che ha commesso una serie di reati nell’area del centro e del Sud Italia, nelle province di Avellino, Salerno, Caserta, Isernia e anche in altre zone d’Italia – ha esordito il Comandante Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) Fabrizio Parrulli –. Grazie a una serie di attività di controllo preventivo con cadenza non regolare su attività commerciali in bancarelle rionali o mercati come quello di Porta Portese siamo riusciti a scovare oggetti di provenienza illecita. Il nostro database, infatti, è il più completo esistente, con oltre 6 milioni di dati relativi a opere da ricercare che consente di mettere insieme informazioni e modus operandi. Questa banda è stata rintracciata, infatti, proprio tramite la tecnica utilizzata nei furti”.

Il segretario generale del Mibact Antonia Pasqua Recchia

“Porto il saluto del ministro Dario Franceschini e i sentimenti più vivi di gratitudine per questa operazione che si aggiunge alle decine portate avanti dai Carabinieri del nucleo di Tutela del patrimonio culturale insieme ad altre istituzioni – ha sottolineato il segretario generale del Mibact Antonia Pasqua Recchia –. La percezione che si ha di questi furti ripetuti su un territorio vasto, è che il nostro patrimonio culturale è ricchissimo e diffuso ma ancora troppo fragile. Lo abbiamo visto quando negli ultimi, mesi nelle aree terremotate, il comando dei carabinieri si è prodigato con i tecnici del ministero dei Beni culturali, i Vigili del fuoco e altre forze dell’ordine nel recupero delle oltre 17-20mila opere d’arte di questi territori montani, ricchissimi di una dotazione culturale straordinaria. Abbiamo visto ‘pale’ straordinarie, arredi liturgici che costituiscono il cuore delle piccole comunità ancora legate a questi beni culturali, che si sentono rappresentati dai simboli delle loro terre. Un’opera di recupero quindi che va oltre il riconsegnare al patrimonio pubblico questi beni”.

Il Procuratore della Repubblica di Isernia Paolo Albano

“Si tratta di una giornata particolarmente importante perché viene presentata un’operazione rilevante non solo dal punto di vista numerico ma anche sotto il profilo del valore artistico delle opere recuperate. Per questo esprimo vivo apprezzamento ai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale per una delle operazioni più importanti degli ultimi anni che hanno portato al recupero di oltre 100 beni sottratti in Italia e all’estero e addirittura al recupero a Ciampino di una pala sottratta in Belgio ben 37 anni fa – ha spiegato il Procuratore della Repubblica di Isernia Paolo Albano –. Le indagini sono nate da procure non grandi come quelle di Isernia e Velletri: i carabinieri mi segnalarono vari furti in chiese molisane prive di sistemi di allarme. In particolare il furto di un crocefisso in una chiesetta del Molise dove un testimone aveva scattato delle foto. Da lì si avviarono le indagini per poi passare alle intercettazioni dei personaggi coinvolti nel traffico. Sono partite perquisizioni in varie zone di Italia che hanno permesso di reperire a Ciampino opere di valore. Il gruppo di indagati si dedicava chi a furti, chi a ricettazione. Infine c’erano appassionati che compravano. Ora questi beni verranno restituiti ai legittimi proprietari. Ad esempio San Michele Arcangelo il santo patrono di Monteroduni verrà restituito durante cerimonia ufficiale. Le indagini comunque non sono concluse sia per stabilire la provenienza degli oggetti, sia per accertare le responsabilità penali”. Alla domanda se le nuove norme sui reati contro il patrimonio culturale in corso di discussione in Parlamento avrebbero potuto aiutare nel corso di queste indagini, Albano ha ammesso: “Saranno certamente utili e siamo contenti della nuova normativa anche se per quanto riguarda questo caso ci siamo mossi attenendoci strettamente ai metodi classici”.

Il Procuratore della Repubblica di Velletri Francesco Prete

“Il nostro intervento è avvenuto a valle, dopo il lavoro portato avanti dai carabinieri del nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale di Napoli a cui va il mio apprezzamento – ha detto in conferenza stampa il Procuratore della Repubblica di Velletri Francesco Prete –. Si è trattato di un lavoro difficile che presuppone la conoscenza dei meandri di questi tipi di traffici. I carabinieri di Napoli sono partiti dagli ambulanti della città che si occupavano di collocare le opere e seguendo i loro spostamenti tramite pedinamenti sono riusciti a ricostruire l’intera catena. Poi le perquisizioni hanno dato esito positivo per la quantità di opere d’arte ritrovate che hanno un valore commerciale ma soprattutto storico. La pala belga ha un valore particolarmente importante e dobbiamo dare atto ai carabinieri di essere riusciti a risalire l’intera filiera. Due in particolare i soggetti. Una famiglia direi affetta da manie compulsive e un ricettatore. Le indagini non sono concluse e cercheremo di ricostruire i flussi finanziari attraverso cui sono avvenuti i pagamenti dei beni e di risalire ai vertici organizzazione. Perché non possono non esserci dei specialisti del settore”.

Le opere d’arte ritrovate

Dipinto olio su tavola raffigurante “Gesù Via Crucis – Stazione Xii – Gesù Muore In Croce”, risalente al XVI secolo (1520) di inestimabile valore commerciale (dimensioni cm 175×125); parziale provento di furto avvenuto il 02 luglio 1980 presso la collegiata “Sainte Waudru” ubicato a Mons (Belgio).

Un gruppo scultoreo in marmo bianco raffigurante “Madonna con bambino” (altezza cm. 67 circa) risalente inizio XVI secolo (1500/1510); parziale provento di furto avvenuto il 04 luglio 1997 presso la chiesa “Santa Marta” (Arciconfraternita Di San Vitale) ubicata a Napoli in via Salita San Sebastiano nr. 42.

Una statua in legno, raffigurante “San Biagio”, risalente al XVIII secolo, (altezza 120 cm) inserita nel bollettino nr. 37 delle opere d’arte trafugate e da ricercare, alla pagina 100; nr.1 statua in legno, raffigurante “San Nicola da Bari”, risalente al XVIII secolo, (altezza 120 cm) inserita nel bollettino nr.37 delle opere d’arte trafugate e da ricercare, alla pagina 101; provento di furto avvenuto tra il 10 maggio e 17 maggio 2015 presso la chiesa “Madonna degli Angeli” ubicata a Barrea (Aq).

Una statua in pietra, raffigurante “San Michele Arcangelo” e risalente al XVI secolo (altezza cm 57); Una spada bagnata in argento con lama sfaccettata (lunghezza cm 55); Uno scudo ovale argentato con decorazioni con scritta “quis ut deus”; provento di furto avvenuto il 19 gennaio 2016 presso la chiesa “San Michele Arcangelo” ubicata a Monteroduni (Is).

Quindici dipinti olio su tela applicata su tavoletta raffiguranti “I misteri del Rosario”, risalenti al XVI secolo (dimensioni 30×23); parziale provento di furto avvenuto il 21 dicembre 2016 presso la chiesa “San Bartolomeo Apostolo” ubicata a Cassano Irpino (Av).

Due statue in legno dipinti a mano raffiguranti “Angeli”, (dimensioni cm. 52); Un tronetto per esposizione eucaristica in legno dorato, risalente al XVII secolo (dimensioni cm 90×52); parziale provento di furto avvenuto il 28 novembre 1998 presso la chiesa “La Libera” ubicata a Montella (Av).

Un ostensorio in argento sbalzato, risalente al xix secolo (1892) (dimensioni cm 78×30); parziale provento di furto avvenuto l’11 ottobre 2009 presso la chiesa “Santa Cristina” ubicata in Formicola (Ce).

Una statua in legno, raffigurante Gesù bambino (dimensioni cm 50); un turibolo in argento sbalzato (dimensioni cm 26×14) parziale provento di furto avvenuto il 3 marzo 2016 presso la chiesa “San Pietro apostolo” ubicata a Sala Consilina (Sa).

Un dipinto olio su tavoletta raffigurante “paesaggio fluviale con animali”, maestro francese, risalente alla fine del XVII secolo (dimensioni cm 23×30); provento di furto avvenuto il 16 luglio 1990 presso la casa d’asta “Antonina 1890 srl” ubicata a Roma in p.zza Mignanelli n. 23.

Una statuetta in carta pesta dipinta raffigurante “Gesù bambino”, risalente al XIX secolo (altezza cm 70); parziale provento di furto avvenuto il 05 gennaio 2010 presso la cattedrale “San Cassiano” di Imola (Bo) ubicata in piazza del Duomo nr. 10.

Un ostensorio in argento, risalente al XVIII secolo (altezza cm. 70); un reliquiario in argento con teca perlinata, risalente al XVIII secolo (altezza cm. 52); un reliquiario in metallo, risalente al XVIII secolo (altezza cm.24) parziale provento di furto avvenuto il 10 febbraio 2016 presso la chiesa “San Lorenzo” ubicata a Castelvetere sul Calore (Av).

Un pettorale con elmo, scudo e spada; tutti in metallo dorato, facenti parte del corredo della statua di San Costanzo e risalenti al XVIII secolo (1752); provento parziale di furto avvenuto il 10 gennaio 2016 presso la parrocchia “Santa Maria Maggiore” ubicata a Itri (Lt).

Due reliquiari in legno dorato, risalenti al XIX secolo (dimensioni 87x32x18); provento parziale di furto avvenuto il 25 agosto 2002 presso la chiesa “San Giacomo Apostolo” ubicata a Gaeta (Lt).

Quattro vasi portapalma in legno dorato intagliato, (dimensioni cm 60x40x18); provento di furto avvenuto il 31 gennaio 2012 presso la chiesa “San Francesco” ubicata a Gubbio (Pg).

Un calice bagnato in oro giallo (altezza cm. 23); un pisside bagnata in oro con coperchio (altezza cm. 26); parziale provento di furto avvenuto il 12 gennaio 2016 presso la chiesa “Santa Lucia” ubicata a Olevano sul Tusciano – frazione Salitto (Sa).

Un orologio a pendolo da tavola in legno con intarsi in bronzo dorato a forma di lira (dimensioni cm 56x25x11); parziale provento di furto avvenuto il 25 agosto 1994 presso l’abitazione privata di toscano Ugo, ubicata in Roma (Rm) in via b. Molinari n. 15.

Una statuetta in carta pesta raffigurante “Gesù bambino”, risalente XIX secolo (altezza cm 70); provento parziale di furto avvenuto il 05 novembre 2009 presso la chiesa “Sant’Agostino” ubicata a Faenza (Ra).

Due teste di angeli putti alati, in legno intagliato, risalenti al XVIII (dimensioni cm.20); provento parziale di furto avvenuto il 05 gennaio 2016 presso la chiesa “Santi Giovanni E Paolo” ubicata in Carinola (Ce) – frazione Casale.

Un dipinto olio su tela raffigurante “Gesù bambino disteso con corona di fiori”, risalente al XVIII secolo (dimensioni cm 100×80); provento parziale di furto avvenuto il 14 agosto 1994 presso l’abitazione privata ubicata a lanciano (Ch).

Un ostensorio con croce in metallo argentato e dorato, risalente al xviii secolo (altezza 47 cm); provento parziale di furto avvenuto il 29 settembre 2015 presso la chiesa “Santa Maria dell’orazione” ubicata a Pontelatone (Ce).

Un calice in argento sbalzato e cesellato, risalente al xviii secolo (altezza 28 cm); provento parziale di furto avvenuto il 15 luglio 2015 presso la chiesa “San Quirico e Giulitta” ubicata a Serra San Quirico (An).

Un ostensorio in argento sbalzato, risalente al XIX secolo (altezza cm 40); provento parziale di furto avvenuto il 20 gennaio 2016 presso la chiesa “Santa Maria degli Angeli” ubicata a Contursi terme (Sa).

Un reliquiario in argento con la scritta “n-m”, risalente al XVIII secolo (altezza cm 40);provento parziale di furto avvenuto il 4 ottobre 2011 presso la parrocchia “Santa Maria Assunta” ubicata a Filettino (Fr).

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