Circo“Un circo senza animali è un circo morto”. In Aula a Palazzo Madama inizia la discussione generale sul ddl relativo al Codice dello Spettacolo e il senatore Carlo Giovanardi (Federazione della libertà) punta il dito contro la delega, assegnata al Governo nel provvedimento, per “arrivare – dice – alla graduale eliminazione” della presenza degli animali nelle attività circensi. “Con il disegno di legge in esame – attacca – deleghiamo il Governo a mandare a casa migliaia di lavoratori circensi”. “Con due righe cancelliamo centinaia di anni di storia, di cultura, di una tradizione che va da Fellini alla bellissima preghiera di Totò nel film ‘Il più comico spettacolo del mondo’, che avrò modo di leggere nelle sue parti più significative per mettere il luce il rapporto quasi familiare tra i lavoratori del circo e i loro animali, che antepongono a loro stessi nella preghiera dei circensi. Certo, nell’Italia ignorante di oggi si fatica a capire chi era Totò, cosa era il circo e questa cultura”.

“Una proibizione allucinante”

Giovanardi parla di “proibizione allucinante” e chiede: ” Se viene girato un film sull’Ottocento a Roma o con scene di battaglie medievali cosa facciamo, utilizziamo i cavalli per la finzione cinematografica? Se facciamo un film sull’Africa o su Tarzan, si possono usare gli animali per ambientarlo in una logica cinematografica? Secondo questa logica non lo si può fare”. ” Dobbiamo metterci d’accordo qui in Senato”, prosegue Giovanardi. “Il palio di Siena lo vogliamo tenere o lo vogliamo abrogare? La Brambilla lo vuole abrogare e io, invece, lo voglio mantenere. Facciamo un dibattito su Siena e su altre manifestazioni popolarissime nel nostro Paese. L’ippica la vogliamo tenere o la vogliamo abrogare? Il dressage lo vogliamo mantenere o abrogare? È lecito avere gli ippodromi o no? Mi spingo oltre. Capisco benissimo che le persone oggi trovino negli animali una fonte di compagnia e di compensazione di altri affetti familiari che possono mancare. Non mi sfuggono gli affari miliardari sottostanti il mercato degli animali in espansione. Penso – aggiunge – ai bocconcini prelibati per cani, gatti, canarini, eccetera. Però, se dovessi essere conseguente, dovrei dire che dovrebbe essere proibito tenere un cane in appartamento. Se al quinto piano tengono un dobermann o un San Bernardo, a che titolo chi contesta gli animali nei circhi tiene un animale di quella stazza in un appartamento? Bisognerebbe dire che chi vuole un animale deve avere un cortile o un giardino o, addirittura, dovrebbe farlo vivere in una situazione di libertà perché essere costretto all’interno di un appartamento, magari anche vestito o svestito in estate secondo la moda, può essere una violenza sugli animali. Io, però, non arrivo a quelle conclusioni, ma a conclusioni totalmente diverse e, cioè, che una volta che l’ordinamento giustamente si preoccupa del benessere degli animali, una volta che ci sono norme specifiche perché a tutti i livelli venga mantenuto il benessere animale, non possiamo andare avanti a livello di proibizioni e di fraintendimenti tra di noi”.

Il Palio di Siena

Il senatore di Fdl conclude: “Invito qualcuno di quelli che sostengono queste posizioni a presentarsi a Siena, magari il giorno prima del Palio, e andare a fare un dibattito con la cittadinanza senese sul Palio di Siena e sull’utilizzo dei cavalli. Auguri! Si presentino e si accorgeranno che vi è una cultura popolare, vi è una sapienza popolare, vi è un radicamento popolare. Perché quando tradizioni vanno avanti da secoli e hanno il consenso della gente, delle minoranze organizzate non possono cancellarle. Magari non andranno ad assistere, se non amano il Palio di Siena. Se non amano il circo, non andranno al circo ma non impediscano a sessanta milioni di italiani di andare al circo se ci vogliono andare o se vogliono andare a vedere uno spettacolo tradizionale”.

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