Stefania Pezzopane“Investire in cultura fa bene non solo, come dicevo, alle teste, ai cuori e alle anime, ma fa bene anche all’economia del Paese”. Lo dice in Aula a Palazzo Madama la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, intervenendo nella discussione generale sul Codice dello Spettacolo. “In questo mondo globalizzato, noi siamo riconosciuti come superpotenza solo sulla cultura. Allora – spiega Pezzopane – giochiamoci fino in fondo questa carta, giochiamocela fino in fondo e dimostriamo al Paese, anche con questi gesti importanti, che non solo vogliamo riorganizzare la burocrazia, che comunque è importante, ma vogliamo ridare slancio e possibilità di intravedere un’uscita da questo stato di malessere profondo del nostro Paese e che questa visione in questo provvedimento c’è. Sono felice di poterlo dire oggi in questa sede, di poterlo dire al Paese e di condividere con tanti colleghi e con il Governo questa importante iniziativa per l’Italia”.

“Il bilancio della cultura torna sopra i 2 miliardi”

“Dopo otto anni – mi rivolgo a chi sta sempre lì a pungolare il Governo e la maggioranza – il bilancio della cultura torna a superare 2 miliardi. Questo è un obiettivo che ci eravamo prefissati e che abbiamo raggiunto e ne siamo orgogliosi. Questa – sottolinea la senatrice del Pd – è la legislatura dell’art bonus, in cui 4.250 mecenati hanno donato circa – il Sottosegretario mi perdonerà se non sono precisa – 158 milioni ed hanno finanziato 1.150 interventi. Sono numeri che sono rappresentativi di un valore culturale, sociale, innovativo”.

I musei

“Da segnalare, ancora, la rivoluzione dei musei (anche quella tanto contestata, ma i numeri danno ragione a questo Governo), le domeniche gratuite, il record degli oltre 45 milioni di ingressi nei musei, i 500 euro per i diciottenni, integrazione della politica culturale con la politica dell’educazione e della nuova scuola. La cultura per noi è una sfida che il Paese deve affrontare fino in fondo e all’interno di questa sfida c’è l’ulteriore lavoro prezioso che abbiamo fatto per la riforma del cinema, attesa da cinquant’anni, dai tempi del Nuovo cinema italiano: dopo di allora, mai più ci si era cimentati in questo senso”.

“Potenzialità di sviluppo economico”

“Quella che noi vediamo nella cultura, quindi, è una grande potenzialità di sviluppo economico ed occupazionale, non solo un pregio del cuore, dell’anima e della mente, ma la possibilità e l’opportunità di fare di questo grande potenziale anche un’occasione di sviluppo economico. Continuiamo allora, anche con questo provvedimento, a scommettere sulla cultura, come chiave per costruire il futuro. Nel merito, questo provvedimento va in quella direzione, perché – prosegue Pezzopane – le istituzioni culturali e lo spettacolo dal vivo avevano bisogno di una riorganizzazione e di una riforma strutturale, perché le leggi di settore che avevano ovviamente negli anni Ottanta istruito e promosso positivamente determinati settori, venivano ad essere sfiancate dalle successive modifiche ed integrazioni ed anche da un’ovvia e naturale innovazione, la cui necessità dai territori e a livello centrale veniva avvertita. Ecco, quindi, che con le disposizioni in materia di spettacolo dal vivo contenute in questo provvedimento entriamo nel cuore di un’area importantissima di sviluppo culturale ed economico”.

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