anna ascani imprese culturali“La definizione dell’impresa culturale e creativa quale figura riconosciuta dall’ordinamento è forse il nostro primo piccolo passo verso ‘cultura 4.0’. Da qui passa l’unico sviluppo possibile del nostro paese, dall’investimento in ciò che nella storia siamo stati, in ciò che siamo e che è nel dna del sistema Italia. Un paese straordinariamente ricco di cultura e di creatività: ce lo riconoscono gli altri, forse con questa legge stiamo iniziando a riconoscerlo anche noi”. Così Anna Ascani (Pd), prima firmataria della proposta di legge “Disciplina e promozione delle imprese culturali e creative” nel corso del suo intervento in Aula della Camera dove è iniziata la discussione sulle linee generali del provvedimento. “Questa legge è la dimostrazione chiara che quando il Parlamento si mette a lavorare insieme per sanare un vulnus, è possibile arrivare a grandi risultati. Grazie alla presidente della commissione Cultura, Flavia Piccoli Nardelli, per aver investito personalmente su questa legge”.

Settore rappresenta il 6 per cento del Pil italiano

La responsabile Cultura del Partito democratico ha ricordato quindi che “secondo i dati riportati da Symbola nel giugno scorso, al sistema produttivo culturale-creativo si deve il 6 per cento della ricchezza prodotta in Italia: un dato in crescita dell’1,8 per cento rispetto all’anno precedente. Si tratta di un settore che cresce e dà lavoro e ricchezza. Nel 2011, secondo uno studio del Sole 24 Ore, le imprese culturali e creative rappresentavano già il 10 per cento dell’export italiano, una stima stabile se non addirittura in crescita”, ha aggiunto la Ascani.

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